mercoledì 7 aprile 2010

Non si nasconde la verità

I media la nascondono, ma l’emergenza rifiuti a Napoli non è finita. Le voci della gente

Casomai ci fosse bisogno di conferma: l’
emergenza rifiuti a Napoli e in Campania non è mai finita, checchè ne dicano i proclami televisivi e le interviste scritte in ginocchio.

Anche se i media non lo fanno più vedere – lo nascondono, se preferite – il problema esiste eccome. I napoletani se ne accorgono eccome. E se gli altri vogliono accorgersene, devono leggere le loro lettere pubblicate dal quotidiano Il Mattino.



Ho letto le lettere che i napoletano hanno inviato a Il Mattino dopo essere passata dal sito internet Tafanus, al quale un lettore, Stefano Oriani, ha scritto linkandole.

Oriani aggiunge alcuni casi personali relativi alla monnezza e soprattutto lancia un grido accorato: “La gente deve sapere come siamo REALMENTE messi qui (io sarei il primo a felicitarmi se le cose stessero davvero come dicono i TG, visto che ci abito, ma purtroppo NON E’ COSI’)”.

I lettori de Il Mattino si lamentano, nelle loro lettere, per i mucchi di rifiuti in strada, per il puzzo intorno alla discarica di Terzigno, per il fatto che le discariche stanno inghiottendosi la Campania e i veleni la trasformano 
“nel più grande campo di sterminio che mente umana poteva mai partorire”.

Allegato ad una lettera c’è addirittura un file creato su Google Earth con la posizione di tutte le discariche della Campania. Ne ho tratto un’immagine.

Documenta come l’immondizia tolta dalla città (sempre che davvero sia stata tolta) è finita 
nei campi insieme a sostanze tossiche assimilate dalla decretazione d’urgenza alla spazzatura domestica. In quei campi crescono il grano e i pomodori che diventano pastasciutta sulle tavole italiane.

E’ scritto nella lettera: “Stabilire di chi sono le colpe spetta alla magistratura, che fra un decreto, un decretino ed un legittimo impedimento, non si può dire abbia vita facile, ma se l’entità del danno sociale economico e sanitario non è trasmesso alla nazione nel modo corretto, se la maggioranza dei campani non è al corrente dei pesanti rischi ai quali tutti noi siamo esposti, ebbene l’unica colpevole non può essere che l’informazione”.

Dicevo che anche Stefano Oriani, colui che ha segnalato le lettere a Tafanus, parla di alcuni suoi casi relativi all’immondizia. Innanzitutto c’è la foto della campana del vetro “stracolma da settimane” sotto casa sua.

Racconta inoltre di strade piene di vecchi televisori sfasciati: c’è il passaggio al digitale terrestre. Del resto, il servizio di ritiro a domicilio dei rifiuti ingombranti esiste, ma non è esattamente fulmineo: quattro mesi per portar via di casa un forno a microonde fuori uso.

No, l’emergenza rifiuti a Napoli e in Campania non è affatto terminata. Gli organi di informazione l’hanno nascosta sotto il tappeto. Come del resto alcuni usano fare con l’immondizia.
http://www.blogeko.it/2010/i-media-la-nascondono-ma-lemergenza-rifiuti-a-napoli-non-e-finita-le-voci-della-gente/ 

Nessun commento:

Posta un commento