martedì 20 aprile 2010

acqua ............


In attesa del Referendum


Il Governo Italiano procede imperterrito verso la privatizzazione dei servizi pubblici locali, compresi servizi vitali come quello idrico. Il proposito è chiaro: consegnare l'acqua al mercato, regalandola agli interessi delle grandi multinazionali e dei capitali finanziari che vedono nell'oro blu una fonte inesauribile e garantita di liquidità.La privatizzazione dell'acqua non è unfenomeno nuovo: è da oltre dieci anni che i privati sono entrati nelle gestioni dei servizi idrici. E le conseguenze sono evidenti: aumento delle tariffe (+62% nell'ultimo decennio); riduzione dell'occupazione (-30%); drastica caduta degli investimenti (2 mld di euro/anno nel decennio 1986-1995, quando l'acqua era gestita dalle municipalizzate; 700 ml di euro/anno nel decennio 1996-2005 quando sono arrivate le SpA e con loro i privati); aumento dei consumi e degli sprechi di acqua (+20%). Oltre ad un aggiramento delle regole democratiche e di partecipazione: con le SpA, anche a totale capitale pubblico, tutte le decisioni vengono prese al chiuso dei Consigli di Amministrazione, mentre non solo i cittadini ma anche le stesse assemblee elettive ne restano fuori. A fronte di questa cultura privatizzatrice dominante, negli ultimi anni è cresciuto un movimento composito fatto da centinaia di resistenze territoriali contro la privatizzazione dell'acqua, esperienze che si sono incontrate e hanno dato vita nel 2006 al Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, cui fa parte anche il Coordinamento casertano Acqua Pubblica. Dalla sua nascita il Forum Italiano è riuscito a mettere in crisi la cultura liberista e privatizzatrice, grazie all'enorme lavoro prodotto: la legge d'iniziativa popolare presentata nel 2007 con oltre 400.000 firme, le ribellioni degli enti locali - ad oggi oltre 200 fra piccoli comuni e grandi città - che hanno modificato gli Statuti comunali dichiarando l'acqua bene comune e il servizio idrico "privo di rilevanza economica", la Giunta Regionale della Puglia che ha approvato una legge per la ripubblicizzazione dell'acquedotto pugliese, la grandissima manifestazione del 20 marzo a Roma con oltre 150mila persone scese piazza per dire "Adesso basta. Sull'acqua decidiamo noi!". A partire dal mese di aprile, il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua lancia una nuova sfida ai padroni dell'acqua: una grande campagna di raccolta firme per la promozione di tre referendum abrogativi delle norme che hanno privatizzato l'acqua.È necessario che anche in Campania, come nel resto d'Italia, si crei un fronte ampio per contrastare le politiche di privatizzazione e per costruire una radicata e diffusa campagna referendaria: per questo invitiamo tutto il popolo dell'acqua, dalle associazioni dei consumatori alle associazioni ambientaliste, dal mondo cattolico e religioso ai movimenti sociali, dal mondo sindacale alle forze politiche, tutte e tutti a sostenere questa nuova battaglia.

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