L'Italia è un Paese libero. La stampa è libera, i giornalisti italiani sono tutti coraggiosi e lontani da ogni tipo di opportunismo e favori; oltretutto il loro coraggio sfiderebbe la censura qualora in Italia ci fosse. I comici sono liberi di fare satira e prendono in giro i potenti con sagacia e acume. Infatti una delle cose meglio riuscite in Italia sono i programmi comici, sempre innovativi sempre originali sempre frizzanti, sempre legati all'attualità; realizzati da autori liberi e non curanti del potere. Anche se in Italia c'è qualche raccomandato, la meritocrazia vince su tutto e la politica poco c'entra con altri settori. La politica in questo Paese aiuta l'arte e la cultura e chi davvero ha valore in questi campi sarà sempre sostenuto e non deve preoccuparsi di altro se non di mettere a frutto il proprio talento. Se hai coraggio in Italia nessuno di lascia solo e non serve che tu sia ricco basta la forza delle tue idee. Se sei una donna, non farai strada solo perché sei bella, se non hai una personalità e se non vali davvero tanto non ti metteranno mai mezza nuda per tenere attaccata gente alla tv, perché in Italia una donna non è considerata solo per l'aspetto fisico. E non credere che facendoti amico un politico farai carriera; non qui, non in Italia. Qui non accade proprio nulla del genere. In Italia siamo così liberi di esprimerci perché, se così non fossimo, saremmo agli ultimi posti nelle classifiche dei Paesi moderni. Invece...
Rosalia Porcaro
sabato 29 maggio 2010
giovedì 27 maggio 2010
APRE OGGI IL CENTRO COMMERCIALE “COTTON VILLAGE” A PIEDIMONTE MATESE.

PIEDIMONTE MATESE.Quest'oggi sarà inaugurato il centro commerciale denominato "Cotton Village" (nella foto), essendo stato realizzato su parte dell'ex cotonificio di Via Canneto. Il complesso commerciale situato nelle adiacenze S.S.158 è strutturato su due piani: al primo piano sono ubicate due sale cinematografiche, un bar e una tavola calda-pizzeria, al piano terra la parte immediatamente operativa e cioè l'Ipermercato Famila, il megastore Trony e, con una struttura a parte, il Centro benessere. Il Centro è dotato di un ampio parcheggio di circa 500 posti che accoglieranno i nuovi clienti. Ad aprire i battenti saranno un centro benessere, un centro di vendita di elettrodomestici, la Trony e l’Ipermercato Famula ma ovviamente il Cotton Village è destinato ad ingrandirsi, poiché sono in cantiere le due sale cinematografiche e altre attività commerciali, c
he lasciano spiragli a qualche assunzione tra i giovani pedemontani, molti dei quali hanno riposto infatti le loro aspettative in questa nuovissima struttura. C’è però anche un’aria di pessimismo in giro per la città ed anche per la vicina Alife, da parte di tanti commercianti che fanno fatica a preservare la clientela. La risposta agli slogan pubblicitari per l’apertura del centro commerciale da parte dei commercianti locali non si è fatta attendere, in molti negozi e anche sul social network Facebook è apparso il seguente messaggio: “ Dal 27 maggio, da noi non aspettatevi sorprese, continueremo a farvi fare la spesa come siete abituati a farla, trattandovi innanzitutto come persone e offrendovi sempre qualità, convenienza e cortesia, come facciamo da almeno 20 anni. Continueremo ad essere i vostri negozianti di fiducia, quella fiducia che voi ci avete riconosciuto nel tempo. Grazie” E bene ricordare che il Centro Commerciale “Cotton Village” in embrione dal 2007, ha visto una sequela di ricorsi e controricorsi, messi in atto dai commercianti della zona e dalla minoranza consiliare che non assentivano dapprima sul cambio di uso e destinazione dei locali ex cotonificio e poi, la minoranza aveva proposto un altro ricorso contro la nomina del commissario ad acta da parte della Regione Campania.
Pietro Rossi
he lasciano spiragli a qualche assunzione tra i giovani pedemontani, molti dei quali hanno riposto infatti le loro aspettative in questa nuovissima struttura. C’è però anche un’aria di pessimismo in giro per la città ed anche per la vicina Alife, da parte di tanti commercianti che fanno fatica a preservare la clientela. La risposta agli slogan pubblicitari per l’apertura del centro commerciale da parte dei commercianti locali non si è fatta attendere, in molti negozi e anche sul social network Facebook è apparso il seguente messaggio: “ Dal 27 maggio, da noi non aspettatevi sorprese, continueremo a farvi fare la spesa come siete abituati a farla, trattandovi innanzitutto come persone e offrendovi sempre qualità, convenienza e cortesia, come facciamo da almeno 20 anni. Continueremo ad essere i vostri negozianti di fiducia, quella fiducia che voi ci avete riconosciuto nel tempo. Grazie” E bene ricordare che il Centro Commerciale “Cotton Village” in embrione dal 2007, ha visto una sequela di ricorsi e controricorsi, messi in atto dai commercianti della zona e dalla minoranza consiliare che non assentivano dapprima sul cambio di uso e destinazione dei locali ex cotonificio e poi, la minoranza aveva proposto un altro ricorso contro la nomina del commissario ad acta da parte della Regione Campania.Pietro Rossi
lunedì 24 maggio 2010
Piedimonte Matese. "Passeggiando a Piedimonte" ha ottenuto un riscontro che va oltre ogni più rosea previsione
Pubblicato il 24/mag/2010
Ieri, domenica 23 maggio, si è svolta la prima edizione di Passeggiando a Piedimonte un evento folcloristico assente dagli anni della tradizionale passeggiata piedimontese e riscoperto in una versione moderna in cui la storia si intesse con la natura. Più di 500 persone tra giovani,anziani e soprattutto famiglie si sono ritrovate in Piazza Vincenzo Cappello per iscriversi e indossare la T-shirt appositamente ideata. La prima delle tappe previste è stato l’anfiteatro del Parco Archeologico in Monte Cila, poi c’è stato il Palazzo Ducale che ha riaperto i suoi storici portoni e di lì alla Sorgente del Torano ove, in via del tutto eccezionale, il fiume di gente ne ha visitato l’interno. A concludere la passeggiata l’estrazione di numerosissimi premi offerti dai commercianti del luogo.
Ad organizzare l’invasione civile delle strade e del centro storico di Piedimonte è stata l’associazione GU.PA.NA’ ,guide ai parchi naturali ed alle aree protette,che, costituita al termine di un lungo corso di specializzazione regionale, si propone la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo delle zone naturali ed urbane nel totale rispetto delle peculiarità storiche,antropologico-sociali e ambientali dei territori interessati. Alla passeggiata hanno partecipato anche le autorità cittadine: il sindaco Vincenzo Cappello, il vice sindaco Professore Costantino Leuci , l’assessore all’associazionismo Fernando Catarcio, il consigliere Alfredo De Rosa, il Presidente del Parco Regionale del Matese Pino Falco, il Presidente della Comunità Montana Fabrizio Pepe. Il lavoro instancabile delle guide e la perfetta sintonia creata con l’amministrazione di Piedimonte Matese attraverso un dialogo aperto e un supporto tempestivo dei referenti di quest’ultima, l’ottimo ed essenziale servizio della Polizia Municipale, la sorprendente, scenografica partecipazione dei cittadini ,il contributo operativo del gruppo Boy scout ed un cielo finalmente terso, hanno reso l’evento “Passeggiando a Piedimonte” uno spettacolo unico nella sua bellezza.
Ad organizzare l’invasione civile delle strade e del centro storico di Piedimonte è stata l’associazione GU.PA.NA’ ,guide ai parchi naturali ed alle aree protette,che, costituita al termine di un lungo corso di specializzazione regionale, si propone la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo delle zone naturali ed urbane nel totale rispetto delle peculiarità storiche,antropologico-sociali e ambientali dei territori interessati. Alla passeggiata hanno partecipato anche le autorità cittadine: il sindaco Vincenzo Cappello, il vice sindaco Professore Costantino Leuci , l’assessore all’associazionismo Fernando Catarcio, il consigliere Alfredo De Rosa, il Presidente del Parco Regionale del Matese Pino Falco, il Presidente della Comunità Montana Fabrizio Pepe. Il lavoro instancabile delle guide e la perfetta sintonia creata con l’amministrazione di Piedimonte Matese attraverso un dialogo aperto e un supporto tempestivo dei referenti di quest’ultima, l’ottimo ed essenziale servizio della Polizia Municipale, la sorprendente, scenografica partecipazione dei cittadini ,il contributo operativo del gruppo Boy scout ed un cielo finalmente terso, hanno reso l’evento “Passeggiando a Piedimonte” uno spettacolo unico nella sua bellezza.
Claudia Orsino per caiazzorinasce.info
Piedimonte Matese. Parte l’avventura del “Cotton Village” iniziata tre anni orsono e portata avanti tra difficoltà e aspettative lavorative
Pubblicato il
Sono tanti giovani che puntano ad un posto di lavoro presso questo mega store (almeno per la zona), ma saranno pochi, pochissimi i giovani locali a lavorarci…Il Famila ad esempio, sposterà parte del suo personale da altre sue sedi.La data è il prossimo 27 maggio, ovvero giovedì prossimo. Il Centro Commerciale “Cotton Village” (nella foto) in embrione dal 2007, ha visto una sequela di ricorsi e controricorsi, messi in atto dai commercianti della zona e dalla minoranza consiliare che non assentivano dapprima sul cambio di uso e destinazione dei locali ex cotonificio e poi, la minoranza aveva proposto un altro ricorso contro la nomina del commissario ad acta da parte della Regione Campania. Il ricorso era stato proposto da: Ditta Caravella Giuseppe, Ditta Claudio Bellini, Ditta Feola Augusto, Ditta Lo Scialatiello P.D.C. di Gianfrancesco Amelia, Ditta Macelleria Marrone Fernando, Ditta Oreficeria Tedesco Dal 1885, Ditta Supermarket D’Abbraccio Giacomo, Ditta Tuttocasa di Scasserra Alessandro, Euro Commerciale s.r.l., Euroquattro s.r.l., Supermarket G. e R. S.a.s. di Arrico Calogero Salvatore & C., Supermercato San Francesco Quattro D Sas - Di Sorbo Luigia e C.. Tutto è partito da una serie di denunce effettuate dai commercianti della zona e dell’opposizione consiliare che avevano prima contestato il cambio di destinazione d’uso dell’ex cotonificio da parte dell’amministrazione e poi il commissariamento del Siad, dott. Fortunato Polizio, da parte della Regione Campania. Ad aprire i battenti saranno un centro benessere, un centro di vendita di elettrodomestici, la Trony e l’Ipermercato Famila, quest’ultimo contrariamente a quanto si era indotti a pensare in un primo momento, non attingerà personale nel matesino, ma dovrà spostarne altro dalle altre sedi della provincia, poiché avrebbe alcune vertenze di lavoro in corso e non può fare nuove assunzioni, al momento, ma deve impiegare appunto il personale che ha nei quadri aziendali. In tutto nel capoluogo matesino, secondo indiscrezioni, dovrebbero essere assunte “in prova” quattro –cinque unità lavorative, almeno per il momento. Ovviamente il Cotton Village è destinato ad ingrandirsi, poiché sono in cantiere due sale cinematografiche e altre attività commerciali, che lasciano spiragli a qualche assunzione tra i giovani pedemontani, molti dei quali hanno riposto infatti le loro aspettative in questa nuovissima struttura. C’è però anche un’aria di pessimismo in giro per la città ed anche per la vicina Alife, da parte di tanti commercianti che fanno fatica a preservare la clientela. Infatti nel giro di pochi chilometri quadrati, lungo la provinciale 331 che da Piedimonte Matese conduce proprio ad Alife, negli ultimi tempi si sono insediati già tre grossi supermercati di catene alimentari nazionali. E ciò ha contribuito e non poco a mandare in affanno i piccoli commercianti. L’arrivo ora del mega store (almeno per questa zona è “mega”) crea ulteriore allarmismo per le piccole categorie di impresa, molte delle quali sono pronte anche a consegnare la licenza. Ma il risvolto della medaglia però c’è ed è quello che vede finalmente la scomparsa di un vero e proprio “cartello” creato da alcuni negozianti che imponevano prezzi per prodotti di prima necessità abbastanza congrui per i clienti. Quindi questi ultimi vedono con favore l’insediamento di ulteriore concorrenza.
sabato 22 maggio 2010
Piedimonte Matese. I vicoletti della città arcobaleno di colori
Pubblicato il 22/mag/2010
Terzo week-end per la rassegna "Maggio a Piedimonte Matese". Il centro storico apre ai turistiUn piccolo museo all'aperto, spesso dimenticato, certamente bisognoso di maggior cura e attenzione: è il centro storico di Piedimonte Matese, il cuore pulsante della vecchia città medievale, poi arricchitasi di palazzi d'epoca, chiostri e conventi quattro-cinquecenteschi, chiese del Sei-Settecento. Una cornice suggestiva intagliata fra il monte Muto e il Monte Cila, sferzata d'inverno dai venti che si insinuano nel vallone dell'Inferno e scendono giù violenti, fra inghiottitoi e spirali che sanno di impervi costoni di roccia e rigogliosa boscaglia. Un'avventura sorprendente per i colori dei palazzi, per gli androni e i cortili delle case, dove basta un portale socchiuso per spiare nel verde inaspettato di un giardino, di una corte decorata con piante e fiori che animano scale e porticati. Maggio è senza dubbio il mese ideale (anche se poco «odoroso» di rose e fiori d'arancio, a causa del freddo intenso di questi giorni) per vivere da vicino uno scrigno d'arte e di cultura come il borgo medievale di San Giovanni, in occasione del terzo weekend del «Maggio a Piedimonte», promosso dal Comune, in collaborazione con le associazioni culturali del territorio. Domenica, a partire dalle 9,30, l'associazione Gu.Pa.Na proporrà a tutti gli appassionati d'arte e cultura una visita guidata ai monumenti e alle chiese del centro storico, con partenza da piazza del Carmine. Un'occasione come poche per rivivere un'esperienza collettiva che intende, da un lato, avvicinare i più giovani alla conoscenza del patrimonio artistico di una cittadina ricchissima di tesori d'arte, e dall'altro riportare, nei cari luoghi dell'infanzia, i nonni e le nonne, custodi di racconti e di suggestioni retrò, ma anche quei papà e quelle mamme della «generazione di mezzo», solitamente più distratti dal lavoro e dagli impegni. Aperti i principali monumenti della città antica: la quattrocentesca cappella di San Biagio, con il ciclo di affreschi fra i più belli del Gotico internazionale; il chiostro di San Domenico, la chiesa di San Tommaso d'Aquino e quella del San Salvatore, con l'altana di Cosimo Fanzago, la bella Basilica di Santa Maria Maggiore. E proprio la visita al centro storico farà da introduzione al secondo evento della giornata, che si terrà nell'auditorium comunale (ore 18): non tutti sanno, infatti, che la famiglia del grande tenore Enrico Caruso visse, fino a tre mesi prima che «l'ugola d'oro» venisse alla luce, proprio in un palazzo del borgo medievale di San Giovanni. In collaborazione con l'associazione Enrico Caruso, domenica sera ci sarà una serata d'onore in memoria del cantante, con una mostra di documenti e immagini storiche e il concerto, alle 20, del tenore Enzo Errico e del soprano Cira Di Gennaro, accompagnati dal pianista Rosario Messina. Il «Maggio» piedimontese continuerà venerdì e sabato prossimo, con la presentazione degli studi di Astrid Pellicano, Simonetta Conti, Paolo Mnadato, Gabriella Riselli, Aurora Cacopardo, Davide Marino sul tema della transumanza, le cui tracce culturali e antropologiche sono impresse nei tratturi e nelle secolari architetture in pietra.
Tratto da "IL MATTINO"
venerdì 21 maggio 2010
sigilli allo yacht di Briatore
(AGI) - Genova, 21 mag. - Il pm della procura di Genova Walter Cotugno ha disposto ieri il sequestro dello yacht di Flavio Briatore, il noto imprenditore italiano, ipotizzando il reato di contrabbando conseguente ad una frode fiscale. Il 'Force Blue', un colosso di oltre sessanta metri, e' intestato infatti ad una societa' di chartering che lo avrebbe dovuto affittare all'esorbitante cifra di 34mila euro al giorno. Secondo quanto ipotizzato dall'accusa, in realta' lo yacht sarebbe stato in esclusivo uso di Briatore e non sarebbe mai stato affittato. Le societa' di chartering di navi godono di agevolazioni fiscali molto superiori rispetto ai singoli cittadini. In questo quadro, il reato commesso dal titolare della nave "mai affittata" sarebbe quello di contrabbando. Il sequestro e' stato messo in atto dai finanzieri del Gruppo Genova nelle acque al largo della Spezia dopo una sorta di pedinamento con mezzi navali. Il sequestro e la notifica del provvedimento della procura genovese dovevano essere notificati ai dodici membri dell'equipaggio in acque italiane, altrimenti non avrebbero avuto piu' validita'. La notizia e' stata anticipata stamani dal quotidiano genovese "Corriere Mercantile" .
Grande dimostrazione di carattere.....da prendere come esempio
TG1: BUSI ACCUSA MINZOLINI, LASCIO LA CONDUZIONE
(AGI) - Roma, 21 mag. - La linea editoriale impressa al Tg1 equivale a "una sorta di dirottamento" a causa del quale il telegiornale della rete ammiraglia "rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilita' nei confronti dei telespettatori", mentre finora era stato "il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era la sua ricchezza". Oggi l'informazione del Tg1 "e' un'informazione parziale e di parte. Dov'e' il paese reale?, dov'e' l'Italia che abbiamo il dovere di raccontare?". Un'Italia fatta anche di precari, di uomini e donne che hanno perso il lavoro, di cassintegrati, di aziende che a centinaia chiudono e di imprenditori del Nord-est che si tolgono la vita perche' falliti. "Quell'Italia esiste. Ma il Tg1 l'ha eliminata". Sono le accuse che Marialuisa Busi mette nero su bianco nella lettera che ha indirizzato al direttore del Tg1 Augusto Minzolini e con cui chiede di essere sollevata dalla conduzione dell'edizione delle ore 20 della testata dove - precisa - "lavoro da 21 anni" e che ama, e la scelta fatta "e' per me una scelta difficile, ma obbligata". Una lettera fatta avere per conoscenza anche al presidente della Rai Paolo Garimberti, al direttore generale Mauro Masi e al responsabile delle risorse umane, Luciano Flussi, oltre che al Cdr della testata. La Busi ricorda a Minzolini che il Tg1 era il giornale "anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati. Questo e' il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani.
Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non e' mai stato il giornale di una voce sola". La giornalista aggiunge "anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel Tg1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale". E "l'Italia che vive una drammatica crisi sociale e' finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un'informazione di parte e l'infotainment quotidiano. Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della piu' importante azienda culturale del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di piu' alto profilo e interesse generale". Nel ricordare che un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma, "un conduttore, una conduttrice, puo' soltanto levare la propria faccia, a questo punto". "Nell'affidamento dei telespettatori - prosegue la Busi - e' infatti al conduttore che viene ricollegata la notizia. E' lui che ricopre primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori". E i fatti de L'Aquila (quando la troupe del Tg1 guidata dalla Busi venne contestata per strada, ndr) "ne sono stata la prova" e' stato allora che "ho capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. E' quello che accade quando si privilegia la comunicazione all'informazione, la propaganda alla verifica". L'ultima parte della lettera contiene annotazioni un po' piu' personali. "Ho fatto dell'onesta' e della lealta' lo stile della mia vita e della mia professione. Dissentire non e' tradire", e pertanto "respingo l'accusa di avere avuto un comportamento scorretto.
Le critiche che ho espresso pubblicamente le avevo gia' mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la circolazione delle idee e la pluralita' delle opinioni costituisca un arricchimento. Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma e' palese che non c'e' piu' alcuno spazio per la dialettica democratica al Tg1. Sono i tempi del pensiero unico. Chi non ci sta e' fuori, prima o dopo". Inoltre, "respingo l'accusa che mi e' stata mossa di sputare nel piatto in cui mangio. Ricordo che la pietanza e' quella di un semplice inviato, che chiede semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e onesti. E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai, lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le loro conventions, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non debba trarre profitto dal proprio ruolo", come pure "respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera dopo l'intervista rilasciata a Repubblica, lettera nella quale hai sollecitato all'azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti". La Busi sottolinea quindi a Minzolini "ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale Panorama - anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me diretta - hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni. A queste vigliaccate rispondera' il mio legale. Ma sappi che non e' certo per questo che lascio la conduzione delle 20". Infine, "Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il pubblico, per la verita'. Quello che nutro per la storia del Tg1, per la mia azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori, nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il dovere".
Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non e' mai stato il giornale di una voce sola". La giornalista aggiunge "anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel Tg1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale". E "l'Italia che vive una drammatica crisi sociale e' finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un'informazione di parte e l'infotainment quotidiano. Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della piu' importante azienda culturale del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di piu' alto profilo e interesse generale". Nel ricordare che un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma, "un conduttore, una conduttrice, puo' soltanto levare la propria faccia, a questo punto". "Nell'affidamento dei telespettatori - prosegue la Busi - e' infatti al conduttore che viene ricollegata la notizia. E' lui che ricopre primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori". E i fatti de L'Aquila (quando la troupe del Tg1 guidata dalla Busi venne contestata per strada, ndr) "ne sono stata la prova" e' stato allora che "ho capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. E' quello che accade quando si privilegia la comunicazione all'informazione, la propaganda alla verifica". L'ultima parte della lettera contiene annotazioni un po' piu' personali. "Ho fatto dell'onesta' e della lealta' lo stile della mia vita e della mia professione. Dissentire non e' tradire", e pertanto "respingo l'accusa di avere avuto un comportamento scorretto.
Le critiche che ho espresso pubblicamente le avevo gia' mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la circolazione delle idee e la pluralita' delle opinioni costituisca un arricchimento. Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma e' palese che non c'e' piu' alcuno spazio per la dialettica democratica al Tg1. Sono i tempi del pensiero unico. Chi non ci sta e' fuori, prima o dopo". Inoltre, "respingo l'accusa che mi e' stata mossa di sputare nel piatto in cui mangio. Ricordo che la pietanza e' quella di un semplice inviato, che chiede semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e onesti. E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai, lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le loro conventions, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non debba trarre profitto dal proprio ruolo", come pure "respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera dopo l'intervista rilasciata a Repubblica, lettera nella quale hai sollecitato all'azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti". La Busi sottolinea quindi a Minzolini "ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale Panorama - anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me diretta - hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni. A queste vigliaccate rispondera' il mio legale. Ma sappi che non e' certo per questo che lascio la conduzione delle 20". Infine, "Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il pubblico, per la verita'. Quello che nutro per la storia del Tg1, per la mia azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori, nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il dovere".
Sottratti al Museo d'Arte Moderna capolavori del valore di 500 milioni di euro
RUBATE A PARIGI TELE DI MATISSE E PICASSO
Parigi - Mega furto d'arte al Museo Nazionale di Arte Moderna a Parigi, nel XVI arrondissement. Sono stati sottratti cinque quadri tra cui "La Pastorale" di Matisse, "La donna con il ventaglio" di Modigliani e il "Il piccione a pois" di Picasso. Il clamoroso colpo messo a segno questa mattina all'alba. (segue)
CREATA LA VITA ARTIFICIALE
Washington - La vita e' stata creata per la prima volta in laboratorio. Ci sono riusciti Craig Venter ed Hamilton Smith, i due biologi che nel 1995 sbrogliarono la matassa del DNA e riuscirono a mapparne la sequenza. Venter ha sviluppato la prima cellula controllata da un genoma sintetico ed ora spera di utilizzare questi risultati per studiare e comprendere il meccanismo di base della vita e per creare batteri ingegnerizzati progettati appositamente per risolvere problemi energetici o ambientali. (segue)
mercoledì 19 maggio 2010
Intercettazioni, il Senato accelera
Sì a condanne per editori e giornalisti
Possibile nuova maratona notturna sul ddl. L'Udc annuncia il no. Pd: "Dalla maggioranza muro di gomma. Legge sbagliata". Il procuratore antimafia Grasso sulla Santanchè: "Sicurezza prevalga su privacy"
ROMA - Sì all'inasprimento delle condanne per i giornalisti, editori punibili con il pagamento di una somma che potrà arrivare ai 464.000 euro. Confronto serrato in Commissione Giustizia del Senato, teatro dello scontro sul ddl intercettazioni tra maggioranza e opposizione. Dopo la maratona notturna, conclusa alle 3,40, si preannuncia un nuovo tour de force. Proprio in nottata la commissione di Palazzo Madama ha dato disco verde ad alcuni punti chiave del disegno di legge. Tra questi, la cosidetta norma "D'Addario": non si potranno più registrare conversazioni senza che ci sia il consenso di tutte le parti interessate. Stop anche alle riprese visive: chiunque verrà condannato per riprese e registrazioni fraudolente, rischia fino a quattro anni di reclusione.
martedì 18 maggio 2010
Ruba per fame, viene assunta
(AGI) - Cassino (Frosinone), 18 mag. - E' stata sorpresa a rubare qualche pezzo di formaggio in un supermercato di un centro commerciale di Cassino. Una 50enne disperata ed affamata, madre di un ragazzo disabile, si era ridotta a rubare per poter mangiare. Qualche giorno fa', e' stata pero' scoperta dalla sorveglianza che ha immediatamente allertato il proprietario ed i carabinieri. Quando il dirigente del cento commerciale e' venuto a conoscenza della situazione di disagio che la signora e' costretta a vivere, non solo ha deciso di non sporgere denuncia ma l'ha assunta nel supermercato. Una storia d'altri tempi questa, che fa onore a chi in un territorio come il cassinate, minato da disoccupazione e crisi economica, riesce ancora ad avere il coraggio di dare uno stipendio a chi ne ha strettamente bisogno.
lunedì 17 maggio 2010
Aiutiamoci.....aiutando
Piedimonte Matese. Una firma che non ti costa niente. Ma aiuta un sacco di persone in città...
Anche per quest’anno, tutti i contribuenti potranno – in fase di compilazione delle loro dichiarazioni dei redditi (CUD, modello 730, modello UNICO) relative al periodo di imposta 2009 – destinare il 5 per mille della loro imposta sul reddito delle persone fisiche/IRPEF ad alcuni soggetti per il sostegno delle attività di questi (articolo 63 bis del decreto legge 112/2008, convertito dalla legge 133/2008).

IL 5 PER MILLE NON SOSTITUISCE L’8 PER MILLE E NON E’ UNA TASSA AGGIUNTIVACambia soltanto il destinatario di una quota pari al 5 per mille della tua dichiarazione dei redditi: invece di andare allo Stato, essa sara’ assegnata al Tuo Comune di residenza o all’ente o associazione che avrai scelto.
COME POSSO SCEGLIERE DI DESTINARE AL MIO COMUNE IL 5 PER MILLE?
E’ previsto, in allegato a tutti i modelli per la dichiarazione dei redditi, un apposito modulo o sezione. Per scegliere il Tuo Comune di residenza quale destinatario del 5 per mille e’ sufficiente firmare nel riquadro che riporta la scritta “Sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza”.
Compila il modulo 730, il CUD oppure il Modello Unico;
1. firma nel riquadro "Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale...
Compila il modulo 730, il CUD oppure il Modello Unico;
1. firma nel riquadro "Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale...
2. indica il codice fiscale del Comune di Piedimonte Matese: 82000790616.
3. Può destinare il 5x1000 anche chi non compila la dichiarazione dei redditi, ovvero la persone che hanno solo il modello CUD fornitogli dal datore di lavoro o dall'ente erogatore della pensione.
PERCHE’ AFFIDARE IL 5 PER MILLE AL COMUNE?
PERCHE’ AFFIDARE IL 5 PER MILLE AL COMUNE?
Perche’ il Tuo Comune sei Tu, e perche’ serve a sostenere la spesa sociale, cioe’ quegli interventi fatti dalla Tua amministrazione comunale per alleviare tutte le situazioni di disagio che probabilmente hai sotto gli occhi anche Tu.
MA IL MIO COMUNE NON HA GIA’ FONDI A SUFFICIENZA PER FARE QUESTO?Purtroppo no. Anche nel 2009 il Fondo nazionale per le politiche sociali, che serve a finanziare gli interventi sul territorio per le attivita’ sociali e che quindi viene destinato a tutti i Comuni, e’ stato fortemente ridimensionato. Dare al Comune il 5 per mille, aiuta a recuperare almeno una parte dei fondi che sono venuti a mancare per aiutare le fasce piu’ bisognose della popolazione, anche nella Tua citta’.
E IL MIO COMUNE COME UTILIZZERA’ I FONDI DERIVANTI DAL 5 PER MILLE?Proseguendo e ampliando i servizi sul versante del sociale. Da solo – se i fondi che ricevera’ saranno sufficienti – o associandosi con altri Comuni. Utilizzando le proprie strutture e avviando collaborazioni con enti o associazioni che operano nel sociale. Della destinazione delle somme il Comune redigera’, comunque entro un anno dalla concreta ricezione di queste, un apposito rendiconto, accompagnata da una relazione illustrativa.
COSA SUCCEDE SE NON FIRMO PER IL 5 PER MILLE?
Non risparmi nulla e non aiuti nessuno. Perche’ le quote di 5 per mille che saranno realmente assegnate saranno esclusivamente quelle dei contribuenti che avranno fatto la loro scelta, apponendo la firma sul modulo allegato alla dichiarazione dei redditi. Se non firmi, quei fondi rimarranno allo Stato. Se firmi per il Tuo Comune, rimarranno a disposizione della Tua comunita’.Se vuoi saperne di piu’ puoi rivolgerti agli uffici amministrativi del Tuo Comune, o chiedere al Tuo commercialista. E’ una cosa semplice che non ci costa niente.
L’Assessore alle Finanze Rag. Corrado Pisani
L’Assessore alle Finanze Rag. Corrado Pisani
Il Sindaco Avv. Vincenzo Cappello
IMPORTANTE
Leggetelo a fondo e capitelo…..è importante
Con una firma che non costa niente si possono aiutare molte persone bisognose.
PIEDIMONTE MATESE. Anche per quest’anno, tutti i contribuenti potranno, in fase di compilazione delle loro dichiarazioni dei redditi, CUD, modello 730 e modello UNICO, relative al periodo di imposta 2009,destinare il 5 per mille della loro imposta sul reddito delle persone fisiche/IRPEF ad alcuni soggetti per il sostegno delle attività di questi come previsto dall’articolo 63 bis del decreto legge 112/2008, convertito dalla legge 133/2008. Con una sola firma si può cambiare il destinatario di una quota pari al 5 per mille della dichiarazione dei redditi: invece di andare allo Stato, può essere assegnata al Comune di residenza o all’ente o associazione che si sceglie. Anche il Comune di Piedimonte Matese si è fatto promotore di questa richiesta e per saperne di più abbiamo rivolto alcune domande all’Assessore alle Finanze Corrado Pisani.(nella foto)
-Assessore Pisani come si fa a destinare il 5 per mille al Comune di Piedimonte Matese?
Facile, è sufficiente firmare nel riquadro che riporta la scritta “Sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza” nell’allegato ai modelli di dichiarazione dei redditi e indicare il codice fiscale del Comune di Piedimonte Matese: 82000790616. Può destinare il 5×1000 anche chi non compila la dichiarazione dei redditi, ovvero la persone che hanno solo il modello CUD fornitogli dal datore di lavoro o dall’ente erogatore della pensione.
Facile, è sufficiente firmare nel riquadro che riporta la scritta “Sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza” nell’allegato ai modelli di dichiarazione dei redditi e indicare il codice fiscale del Comune di Piedimonte Matese: 82000790616. Può destinare il 5×1000 anche chi non compila la dichiarazione dei redditi, ovvero la persone che hanno solo il modello CUD fornitogli dal datore di lavoro o dall’ente erogatore della pensione.
-Per quale motivo chiedete questo contributo ai cittadini?
Perche’ serve a sostenere la spesa sociale, cioè quegli interventi fatti dall’amministrazione comunale per alleviare tutte le situazioni di disagio. Con una firma che non costa niente si possono aiutare molte persone bisognose.
Perche’ serve a sostenere la spesa sociale, cioè quegli interventi fatti dall’amministrazione comunale per alleviare tutte le situazioni di disagio. Con una firma che non costa niente si possono aiutare molte persone bisognose.
-Ma il Comune di Piedimonte Matese non ha già dei fondi a sufficienza per fare questo?
Purtroppo no. Anche nel 2009 il Fondo nazionale per le politiche sociali, che serve a finanziare gli interventi sul territorio per le attivita’ sociali e che quindi viene destinato a tutti i Comuni, e’ stato fortemente ridimensionato. Dare al Comunedi Piedimonte Matese il 5 per mille, aiuta a recuperare almeno una parte dei fondi che sono venuti a mancare per aiutare le fasce piu’ bisognose della popolazione.
Purtroppo no. Anche nel 2009 il Fondo nazionale per le politiche sociali, che serve a finanziare gli interventi sul territorio per le attivita’ sociali e che quindi viene destinato a tutti i Comuni, e’ stato fortemente ridimensionato. Dare al Comunedi Piedimonte Matese il 5 per mille, aiuta a recuperare almeno una parte dei fondi che sono venuti a mancare per aiutare le fasce piu’ bisognose della popolazione.
-Assessore Pisani in che modo il Comune di Piedimonte Matese utilizzerà i fondi derivani dal 5 per mille?
Proseguendo e ampliando i servizi sul versante del sociale. Da solo – se i fondi che ricevera’ saranno sufficienti – o associandosi con altri Comuni. Utilizzando le proprie strutture e avviando collaborazioni con enti o associazioni che operano nel sociale. Della destinazione delle somme il Comune redigera’, comunque entro un anno dalla concreta ricezione di queste, un apposito rendiconto, accompagnata da una relazione illustrativa.
Proseguendo e ampliando i servizi sul versante del sociale. Da solo – se i fondi che ricevera’ saranno sufficienti – o associandosi con altri Comuni. Utilizzando le proprie strutture e avviando collaborazioni con enti o associazioni che operano nel sociale. Della destinazione delle somme il Comune redigera’, comunque entro un anno dalla concreta ricezione di queste, un apposito rendiconto, accompagnata da una relazione illustrativa.
-Concludendo Assessore Pisani cosa succede se non si firma il 5 per mille?
Praticamente non si risparmi nulla e non si aiuta nessuno. Perche’ le quote di 5 per mille che saranno realmente assegnate saranno esclusivamente quelle dei contribuenti che avranno fatto la loro scelta, apponendo la firma sul modulo allegato alla dichiarazione dei redditi. Se non firmi, quei fondi rimarranno allo Stato. Se firmi per il Tuo Comune, rimarranno a disposizione della Tua comunita’. Con una firma che non costa niente si possono aiutare molte persone bisognose.
Praticamente non si risparmi nulla e non si aiuta nessuno. Perche’ le quote di 5 per mille che saranno realmente assegnate saranno esclusivamente quelle dei contribuenti che avranno fatto la loro scelta, apponendo la firma sul modulo allegato alla dichiarazione dei redditi. Se non firmi, quei fondi rimarranno allo Stato. Se firmi per il Tuo Comune, rimarranno a disposizione della Tua comunita’. Con una firma che non costa niente si possono aiutare molte persone bisognose.
Pietro Rossi
domenica 16 maggio 2010
cancellati tutti i risarcimenti..............grazie ancora
ROMA - Per decreto legge. Con un atto dettato da chissà quale urgenza, il governo Berlusconi - per tenere buona la Merkel (con la precarietà dei nostri conti pubblici non si sa mai) - decide di cancellare il diritto al risarcimento dei superstiti e dei familiari delle vittime delle rappresaglie naziste degli ultimi anni di guerra e dei deportati nei campi di lavoro in Germania.
Infatti, con il decreto legge 63 firmato il 28 aprile da Silvio Berlusconi, di concerto con il ministro guardasigilli, Angelino Alfano e con il capo della diplomazia, Franco Frattini, il governo italiano passa un colpo di spugna sul diritto delle vittime di ottenere i risarcimenti dovuti dalla Germania ritenuta - da più sentenze di Tribunali: civili e militari - responsabile civile degli efferati eccidi compiuti dall’esercito regolare del Reich e dalle SS.
Una vera e propria beffa, dunque, per chi ha perso un parente nell’eccidio di Civitella (29 giugno ‘44 per mano della divisione Herman Goering morirono 244 persone) e per quelli di Distomo, in Grecia (10 giugno ‘44: le SS massacrarono 218 persone tra cui 34 bambini) a cui la Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza del 21 ottobre 2008, aveva riconosciuto il titolo ad un risarcimento “per danni morali” per complessivi 50 milioni di euro.
Una beffa, ancor più grave - se possibile - per gli oltre 200 deportati nei campi di lavoro in Germania che in quasi cinquanta processi (in corso) hanno accumulato richieste di risarcimento per oltre 20 milioni di euro.
Tutto finito, tutto bloccato. Anche i titoli già azionati grazie al pronunciamento della Corte d’Appello di Firenze che - il 25 novembre 2008 - riferendosi ad una sentenza del ’92 con cui la Corte Costituzionale stabiliva che “uno Stato responsabile di crimini di guerra, pure se commessi in altri paesi, poteva essere sottoposto a rispondere in Italia, con i beni che vi possiede”, respingeva il ricorso dei governi italiano e tedesco e confermava l’ipoteca emessa su Villa Vigoni, un immobile sul lago di Como - sede del centro studi italo-tedesco - di proprietà della Repubblica Federale Tedesca.
Insomma, tutto stoppato dal decreto “salva nazisti” - composto da appena tre commi - che “per mettere fine alle tensioni nei rapporti internazionali” sospende, con il primo comma, “l’efficacia, dei titoli esecutivi nei confronti di Stati esteri nel caso sia pendente un giudizio dinanzi alla Corte di giustizia internazionale”. Probabilmente è solo un caso ma la Germania, appunto, ha chiesto ai giudici dell’Aja di sospendere il pignoramento dei beni individuati per risarcire le stragi del giugno ‘44.
Ma di più, come è solito fare questo Governo, il secondo e il terzo comma vanno oltre e sanciscono da un lato la non proposizione e la sospensione “dei procedimenti esecutivi e/o conservativi basati sui titoli la cui efficacia è sospesa ai sensi del comma 1” e, dall’altro, l’applicazione della sospensione “anche ai procedimenti in corso ed ai titoli esecutivi perfezionati alla data di entrata in vigore del presente decreto”.
Fatto! Rien ne va plus, les jeux sont faits! Tutto fermo fino alla sentenza della corte dell’Aja a cui la Germania ha chiesto - non essendo proponibile il ricorso contro la sentenza della Cassazione - di dichiarare illegittimo l’ordine di pagamento sostenendo che il comportamento sovrano degli stati è protetto dalla cosiddetta “immunità statale” e che se non fosse così ci sarebbe una “incertezza globale sulla posizione legale” degli Stati.
Un concetto questo, su cui sembra concordare - in modo alquanto schizofrenico - il Governo italiano che, mentre continua a pagare pagare (giustamente) i danni dei crimini commessi dall’Italia fascista in Libia, nella relazione al provvedimento, invece, evidenzia come: “i provvedimenti esecutivi, adottati in pendenza di un giudizio sulla legittimazione dello Stato all’azione presso un organismo sopra nazionale, da un lato hanno una profonda ricaduta sul piano delle relazioni internazionali e dall’altro ingenerano delle legittime aspettative degli attori destinate ad estinguersi in caso di sentenza favorevole all’istanza dello stato estero o dell’organismo internazionale”.
Come a dire: non solo ci fate litigare con i tedeschi ma, se la Germania ha ragione i soldi vanno resi”.
Intanto, il decreto è al vaglio della III Commissione (esteri) della Camera per la conversione, ma i problemi sono subito venuti al pettine - primo tra tutti la legittimità dell’urgenza - tanto che il termine per la presentazione degli emendamenti e il voto sono già slittati alla settimana prossima. mentre l’opposizione, con il capogruppo del PD, Francesco Tempestini, chiede al governo di “fare chiarezza su almeno due punti”.
In primo luogo in relazione ai lager e alle stragi “perché - dice Tempestini - così blocchiamo tutti i ricorsi, anche quelli futuri”. In secondo luogo perché il decreto fa un clamoroso autogol. “Prendiamo, per esempio, - afferma ancora il capo gruppo PD - il caso di un Paese straniero che come l’Argentina dichiara bancarotta: blocchiamo i risarcimenti in favore dei cittadini italiani che hanno i suoi titoli di Stato?”.
Sulle responsabilità dei due governi, invece, interviene il capogruppo PD in commissione politiche Ue, Sandro Gozi che, evidenziando come il governo italiano faccia “correre un rischio gravissimo alle vittime del nazismo lasciandole senza tutela” esprime sconcerto “in quanto - dice - è sorprendente come due paesi uniti in Europa non riescano a trovare soluzioni migliori”.
Fonte: http://www.dazebao.org/new
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