martedì 13 aprile 2010

BIMBA NIGERIANA MUORE IN OSPEDALE A CERNUSCO (MI), E' POLEMICA

(AGI) - Milano, 12 apr. - Non si placano le polemiche sulla morte di una bambina nigeriana di 13 mesi, deceduta il mattino del 4 marzo all'ospedale Uboldo di Cernusco sul Naviglio.
  Secondo il padre della piccola, il nosocomio avrebbe rifiutato di prestarle le cure necessarie in seguito all'esibizione di una  sanitaria scaduta, fino all'intervento dei carabinieri. L'ospedale, pero', ha smentito. Una versione completa dell'azienda su quanto accaduto quella notte e' attesa nella giornata di oggi. Intanto arrivano le prime reazioni.
  Ignazio Marino, presidente Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio sanitario, ha chiesto al Nas di aprire un'istruttoria perche' "se alla piccola fossero state negate le cure perche' aveva una tessera sanitaria scaduta, ci troveremmo di fronte ad un fatto inaccettabile". I deputati del Pd Emanuele Fiano, Livia Turco, Barbara Pollastrini, Andrea Sarubbi e Antonio Misiani hanno dichiarato in una nota: "Abbiamo proposto una interrogazione parlamentare al ministro Fazio, per fare chiarezza sul caso della morte della bambina nigeriana, di 13 mesi, avvenuto dopo il presunto mancato ricovero nella struttura ospedaliera di Cernusco.
  Crediamo che sia giusto comprendere bene come siano andate le cose accertando tutte le eventuali responsabilita', anche attraverso un'inchiesta interna del ministero della Salute". Anche la Cgil, attraverso Marzia Oggiano (FP Cgil) e Tiziana Scalco (Cgil Milano), ha fatto sentire la sua voce: "Gli articoli denunciano il mancato ricovero della bambina a seguito di una visita al Pronto Soccorso. Tale mancato ricovero deriverebbe dal fatto che il padre era in possesso di carta SIS scaduta, essendo un lavoratore con permesso di soggiorno, ma da poco tempo disoccupato. A fronte di una denuncia di tale gravita', la Cgil e la Funzione Pubblica di Milano chiedono all'Azienda Ospedaliera di Melegnano e alla Regione Lombardia di fare immediata chiarezza sull'accaduto e sulle eventuali responsabilita'".

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