venerdì 30 aprile 2010

Riunione con il Sindaco...........

In seguito a richiesta da me avanzata al Sindaco, sig. Cappello Vincenzo, di incontrarlo per delle delucidazioni al riguardo a situazioni commerciali che mi interessano, ho ricevuto subito conferma per l'incontro, confermando ancora di più la sua rinomata disponibilità verso la cittadinanza.
La mia richiesta primaria era quella di sapere se la mia categoria (alimentari) poteva essere in qualche modo regolamentata riguardo il giorno di chiusura infrasettimanale e per i festivi, visto che a tutt'oggi siamo allo sbando,dove tutti hanno libero arbitrio nello scegliere se aprire o meno in determinati giorni, a seconda delle esigenze.
Fondamentalmente, la cosa potrebbe sembrare giusta così, ma il risvolto della medaglia è da considerare, in quanto presenza di stress e vita sociale precaria, vita familiare minima e conseguente malumore, comportano senza meno una decadenza del livello di stile di vita, che penso sia fondamentale per un operatore commerciale.
Nonostante ciò potrebbe venir subito da dire che ognuno è libero di seguire o non seguire gli altri....ma guardandoci intorno non possiamo far finta di nulla dinanzi alla crisi che stiamo attraversando, quindi non possiamo proprio permetterci il lusso di stare a guardare un collega che decide di aprire la Domenica senza fare altrimenti. La situazione così creatasi è molto stressante per tutti noi.
Quindi la mia richiesta era , dove possibile, creare i presupposti per migliorare questa situazione, facendo in modo che tutti gli operatori commerciali stiano chiusi di Domenica o quanto meno creare una turnazione per garantire alla cittadina, comunque, il servizio ma allo stesso tempo alleggerire il peso del lavoro no limits ai commercianti.
Il sindaco, che ha dimostrato pieno interesse al problema, ha vagliato più ipotesi per risolverlo, ma visto che la legge Bersani scioglie tutti i vincoli che erano di loro competenza in materia orari e chiusure, l'unica prospettiva risultata idonea a scavalcare in qualche modo l'ostacolo, è quella di presentare una sottoscrizione firmata da tutti gli operatori interessati, in cui evinca la volontà comune di volere questa turnazione, per poi agire di conseguenza.
Penso quindi che tornare ad avere delle regole nel commercio possa solo che giovare a tutti, anche all'economia, possa aiutarci ad essere più sereni anche nel nostro lavoro, a sensibilizzare anche i clienti, convincendoli così che siamo anche noi umani con le loro stesse esigenze, e non siamo quei muli da soma per come ci trattano.....
Spero quindi che anche i miei colleghi la pensino allo stesso modo, e che anche loro sentano il bisogno di staccare ogni tanto la spina, perchè alla fine il risultato, se perseguito da tutti, non cambia, ma possiamo fare in modo di alleviare un pò la sofferenza.
Nell'eventualità fatemi pervenire disponibilità e mi occuperò personalmente di redigere la sottoscrizione sia per eventuale turnazione o per la chiusura  domenicale, si accettano inoltre idee o  progetti alternativi, che possano comunque alleviare il carico di lavoro assegnatoci.
Magari organizzare un incontro tra operatori del settore per parlarne di persona e trovare accordi
Grazie e buon lavoro.












IL CASO

Primo maggio, battaglia sui negozi aperti
alla fine Milano rinuncia: troppe tensioni

A migliaia sabato continueranno a lavorare. I contrari: non fatela diventare la festa dello shopping. Dalla Curia alla Cgil, il fronte del no: "Cancellare un giorno di riposo non risolve la crisi"

di CARLO BRAMBILLA
MILANO - Primo maggio tutti in piazza. A fare shopping però. Botteghe e centri commerciali, in molte città italiane, da Torino a Genova, Monza, Palermo, Napoli, Firenze, hanno deciso infatti quest'anno, tra roventi polemiche, di festeggiare la festa del lavoro lavorando. Negozi aperti per contrastare la crisi economica e promuovere i consumi, sostengono le organizzazioni dei commercianti, ingolosite da un sabato festivo dedicato agli acquisti proprio all'inizio del mese, quando c'è ancora l'illusione del portafogli pieno.

Una violazione della festa del lavoro, proprio nel momento in cui i lavoratori pagano il prezzo più duro della crisi replicano, invece, i sindacati. Nel dibattito si inserisce anche la Curia di Milano, particolarmente sensibile ai temi del lavoro, per difendere "il tempo del riposo e della solidarietà". Resta il tentativo di abbattere una data storica, fortemente simbolica, del movimento operaio. Una festività sospesa durante il ventennio fascista, che ora rischia di svuotarsi dei suoi significati profondi. L'opposizione sindacale ha costretto ieri a un clamoroso dietrofront il sindaco di Milano, Letizia Moratti, decisa in un primo tempo a concedere agli esercenti la possibilità di tenere aperto. "Su richiesta dei sindacati - ha dovuto cedere la Moratti - che hanno posto con forza questo problema, avendolo valutato anche al tavolo per la sicurezza e l'ordine pubblico, abbiamo preso questa decisione, diversa da altre città che invece hanno concesso la deroga".

Ma intanto l'obiettivo di rompere la sacralità del primo maggio, dopo quella del 25 aprile, sembra raggiunto. Amare le considerazioni di Susanna Camusso, della segreteria confederale della Cgil: "Questo è un Paese che si è dimenticato cos'è il lavoro. Non lo vede più come ciò che condiziona concretamente la vita delle persone, né come un valore di riferimento, sul quale determinare le politiche. Il "mercato", il "liberismo", l'"individualismo", identificano tutto con il consumo. Riducono qualunque forma di vita al consumo. È un Paese che nega la crisi. Non la vuole vedere. E non è capace di rispettare chi sta pagandone il prezzo più alto". Anche don Walter Magnoni, del vicariato vita sociale e lavoro, della diocesi di Milano, difende la festa laica del primo maggio: "In una società frenetica come la nostra è fondamentale sapersi fermare ogni tanto. L'uomo deve avere il tempo di ritrovare se stesso, la propria famiglia, i malati, gli anziani, la solidarietà. È illusorio pensare di risolvere la crisi rinunciando a un giorno di riposo".

Francesco Renda, 88 anni, figura storica del movimento operaio siciliano, che fu tra gli oratori il primo maggio del '47 a Portella della Ginestra, preferisce invece non dare tanta importanza allo shopping del primo maggio: "Non è questo il punto. Che i negozi rimangano pure aperti. Purché si salvi il significato profondo del primo maggio, la dignità del lavoro, il giusto salario. E si arrivi a ridurre, sempre di più l'orario di lavoro". Sull'idea di lavorare proprio il primo maggio ironizza invece Guido Martinotti, docente di Sociologia urbana all'Istituto italiano di Scienze umane di Firenze: "Alcune festività hanno il valore antropologico, fon-damentale, dell'inversione della quotidianità. Lavorare il primo maggio è un controsenso. Un po' come voler essere seri a carnevale".

il solito caos


1 maggio: negozi aperti o chiusi?

1 maggio: negozi aperti o chiusi?
Alla vigilia della Festa del Lavoro scoppiano le polemiche: negozi chiusi o aperti per il Primo Maggio? Da nord a sud i sindaci concedono deroghe e lasciano la facoltà di decidere ai singoli commercianti. Caos a Milano: la giunta di Letizia Moratti ritira la deroga dopo le proteste dei Sindacati, "Per rispetto della Festa del Lavoro, vista la concomitanza con le manifestazioni del Primo Maggio ho convenuto di non concedere la deroga per l'apertura straordinaria dei negozi".

giovedì 29 aprile 2010

Da ultimoutopico


Cosa cerca il pedofilo in un bambino?


Ricevo e volentieri pubblico un documento molto interessante su un problema attuale quale è quello dei preti pedofili scritto da Clotilde Buraggi Masina. E' molto lungo, ad onor del vero, però vale la pena di leggerlo.
Cosa cerca il pedofilo in un bambino?
La situazione in cui si trova oggi la mia Chiesa mi rende triste e so di non essere 
la sola a sentirmi oppressa da questo sentimento. Di fronte ad alcuni recenti o recentissimi comportamenti del Vaticano, molti cattolici sono smarriti, disorientati: non ne condividono alcune reazioni di autodifesa e di arroccamento, di fronte a scandali dei quali non si sospettava la gravità. Il turbamento spinge non pochi a staccarsi dalla vita comunitaria. Siamo di fronte a una specie di scisma silenzioso e doloroso, non solo per le sue conseguenze ma anche perché nasce da una penosa sofferenza di persone che si sforzano di seguire il Vangelo. L’esplosione del caso dei sacerdoti pedofili ha una parte notevolissima in questo disagio ecclesiale; ed io sento il dovere di riflettere su quanto sta accadendo, come cristiana e come psicologa che nella sua attività terapeutica ha avuto a che fare, dolorosamente, con la pedofilia.
Credo che, innanzi tutto, non si debbano dimenticare i risvolti più propriamente ecclesiologici della vicenda. È evidente che essi hanno avuto un ruolo fondamentale nei confronti della gestione pubblica del “caso”. Ora, se la Chiesa viene concepita soltanto come “santa”, con un “santo padre” che la guida e quindi come modello di perfezione da proporre ai fedeli, è comprensibile che si sia cercato di tenere nascosti comportamenti di singoli membri non all’altezza di tale modello. E’ lo stesso comportamento che hanno, lodevolmente, i genitori quando evitano di scaricare sui figli piccoli i loro problemi, che, se gravi, i loro bambini non sarebbero in grado di reggere senza sentirsene devastati. Ma questo atteggiamento di salvaguardia del modello genitoriale, in qualche modo idealizzato (chi è piccolo ha bisogno di idealizzare), non è più valido quando i figli crescono. Molto presto, molto prima di quello che generalmente si immagina, essi si rendono conto di quello che sta capitando nella famiglia e se ciò che viene insegnato dai genitori non corrisponde ai loro comportamenti, i figli sentono la falsità insita nella discordanza tra il dire e l’agire dei genitori e perdono la fiducia nei loro confronti.
Nel caso in cui, per esempio, si fosse dolorosamente arrivati alla rottura del matrimonio, è consigliabile che ogni genitore abbia umilmente la forza, scendendo dal suo piedestallo, di spiegare ai figli in età da capire, cosa sta avvenendo all’interno della coppia, rassicurandoli al tempo stesso che il loro amore per loro non verrà meno.
Ma la Chiesa come si pone nei confronti dei suoi fedeli? Li considera adulti o minori? Se li considera minori, può avere senso, dal punto di vista di chi la guida, difendere la santità di tutti i suoi membri. Se invece la Chiesa considera i fedeli persone mature, non teme di perdere una posizione idealizzata, non teme di presentarsi come realmente è: un insieme di persone peccatrici, che rimangono tali anche che se raggruppate intorno alla figura del Cristo. Gesù stesso, del resto, non voleva essere chiamato “buono”, e diceva che solo il Padre lo era. I Padri della Chiesa parlavano di una comunità casta et meretrix.
A queste due posizioni corrispondono le due diverse reazioni che si sono avute nella Chiesa quando è “scoppiato” il caso dei preti pedofili. Alcune autorità ecclesiastiche hanno trovato necessario coprirlo, altre hanno pensato necessario affrontarlo pubblicamente, fino ad ammettere che il sacerdote abusatore andava, per la sua pericolosità sociale, giudicato non solo da tribunali interni all’istituzione ma anche da quelli dello stato.
Poiché l’intervento del Papa fissa ora l’assoluta necessità di un mutamento radicale nel comportamento dei vescovi, mi sembra importante, a questo punto, porre alcuni fondamentali interrogativi: Chi è il pedofilo? Che cosa cerca il pedofilo nel bambino? Che conseguenze ha per un bambino essere abusato? Come mai vi sono potenziali pedofili che scelgono lo stato clericale? Come mai non ci si è accorti della pedofilia di un candidato al sacerdozio? Le misure adottate nei suoi confronti quando ci si è resi conto della sua pedofilia sono state adeguate? Come potrebbero essere rese più valide?
Chi è il pedofilo?
Il pedofilo non è un mostro, è piuttosto lui stesso una vittima: un povero essere umano che, in chi si occupa di lui, suscita una grande compassione. E’ una persona che nella sua prima infanzia non ha ricevuto cure amorevoli dai genitori, i quali, per ragioni diverse (morti, separazioni, estrema povertà, dissidi familiari, disorientamenti dovuti ad emigrazione o immigrazione), non sono stati in grado di rispondere ai bisogni del proprio piccolo/piccola nei suoi aspetti di base, che noi psicologi chiamiamo aspetti sensoriali ( cioè dei cinque sensi: tattili, visivi, uditivi etc.). Sono quei bisogni che ogni madre riconosce nel neonato accudendolo. La non risposta a tali bisogni primari produce conseguenze gravissime nella vita adulta. Solo, infatti, se c’è stato un ”buon ambiente” creato da una madre non perfetta ma “sufficientemente buona”, il neonato può iniziare la tappa fondamentale del suo sviluppo, quella che lo psicoanalista Eugenio Gaddini ha definito “organizzazione mentale di base”. Tutto quello che succede poi nello sviluppo è importante, ma questa organizzazione ha la stessa importanza delle fondamenta per una casa. Alla nascita il neonato è fisiologicamente assemblato (ciò avviene nella vita fetale), ma psichicamente è ancora costituito da parti sconnesse che devono essere organizzate, integrate, dall’amore di una persona che si prende cura di lui.
Qualche volta (non sempre) il futuro pedofilo ha subito nell’infanzia anche qualcosa di peggio: una violenza sessuale. Se alla mancanza di un buon ambiente, già da sola premessa di una psicosi, si aggiunge questa terribile esperienza, si può capire come alla sua struttura psichica sia stato impedito di costruirsi .
Ecclesiastici autorevoli, purtroppo digiuni di psicologia, hanno messo in connessione la pedofilia con l’omosessualità. Come s’è detto sopra, il pedofilo ha sofferenze strutturali di base che non hanno niente a che vedere con le problematiche di tipo omosessuale. Oltre a tutto, le statistiche ci dicono che il numero dei maschi pedofili è maggiore di quello delle donne, ma che tanto gli uni che le altre seducono bambini e bambine.
Che cosa cerca il pedofilo nel bambino?
Il pedofilo cerca nel bambino risposte a bisogni del Sé, a quei bisogni sensoriali di base, come l’essere toccato o l’essere guardato, che gli sono mancati nella sua infanzia. Inizia di solito il suo approccio al bambino con l’esibizione del propri genitali perché – come ritengono eminenti specialisti in questo campo – egli ha insicurezze relative alla propria identità di genere, un rapporto problematico con il proprio corpo, che richiede conferme soprattutto per quel che riguarda l’apparato sessuale e nel bambino cerca di suscitare ammirazione per i propri attributi, ammirazione non altrettanto facile da suscitare in un adulto.
Poi inizia con il bambino un “gioco di carezze”, che lo fa sentire, con un processo di identificazione, il bambino accarezzato. Ma poiché il pedofilo è un adulto, l’eccitazione suscitata da tali preliminari, sfocia facilmente in atti sessuali veri e propri, che talvolta esplodono con inaudita violenza. In tal caso poiché l’apparato sessuale del piccolo non è proporzionato a quello del suo violentatore, violenza può voler dire lacerare il bambino nelle sue parti intime. In casi estremi, per fortuna rari, quando il pedofilo ha l’impressione che il bambino stia per parlare ai genitori di quello che sta subendo arriva ad ucciderlo e a farne sparire il corpo.
Data la fragilità del suo Io, il pedofilo è incapace di tenerezza, un sentimento che si può sviluppare solo quando l’Io è in grado di controllare le proprie pulsioni. Inoltre, proprio per le sue carenze di sviluppo, ha un ridotto senso di realtà, che non gli permette di rendersi conto, non solo di quello che sta facendo, ma anche di quello che prova il bambino che subisce le sue seduzioni: è mancante di capacità empatica.
Che conseguenze ha per il bambino essere abusato ?
Le violenze che il bambino subisce hanno conseguenze diverse in base al rapporto affettivo che il bambino ha con l’abusante, al grado della loro brutalità e sono tanto più gravi quanto più è piccolo l’abusato. Le violenze subite in tenera età da parte di familiari, anche madri, che sono molto più frequenti di quello che si possa pensare, producono danni talvolta irreparabili anche da una buona terapia del profondo e comunque rimangono sempre come tracce indelebili. (Pare che il corpo abbia più memoria della psiche del male ricevuto, i torturati, infatti, non dimenticano facilmente le sevizie patite). Se infatti le violenze fatte su bambini piccoli impediscono il consolidarsi della organizzazione mentale di base, anche le violenze fatte su bambini più grandi – quelle generalmente subite da figure genitoriali come i sacerdoti – non sono prive di gravi conseguenze: nel primo caso, viene interrotto il processo integrativo, nel secondo caso avviene un processo disintegrativo, simile all’effetto di una bomba. Questo tipo di violenza colpisce tanto più gravemente in quanto il bambino si affida fiduciosamente a tali figure, e in modo inerme, senza quindi attivare lo schermo difensivo abitualmente messo in atto di fronte a una persona che non conosce.
Perché alcuni potenziali pedofili scelgono lo stato clericale?
Come nella pianta, già nel seme c’è la spinta verso il progetto genetico che essa deve realizzare, così in ogni uomo c’è la spinta verso il compimento del proprio sviluppo. Chi è cresciuto nella condizione tragica descritta cerca intorno a sé un ambiente protettivo che lo aiuti in questo percorso. Ora ambienti costituiti da persone che si occupino di chi è in sofferenza psichica non sono facili da trovare, in una società come la nostra, in cui lo Stato sembra spesso indifferente ai problemi dei cittadini che si trovano in quelle condizioni. Si pensi alla mancata attuazione della legge Basaglia, che ha costretto molte parrocchie a diventare strutture di accoglienza di gran numero di persone in stato di indigenza psichica. In mancanza di strutture adeguate, l’ambiente clericale può essere allora sentito come particolarmente protettivo.
La scelta celibataria sacerdotale del pedofilo può anche dipendere dal fatto che il matrimonio gli appare poco desiderabile, se i suoi hanno avuto una esperienza fallimentare. In questo caso egli teme di essere inadeguato a vivere ogni tipo di relazione, e in modo particolare la relazione sessuata di coppia, proprio come sono stati inadeguati i suoi genitori. Il potenziale pedofilo, essendo una persona fragile, si sente minacciato e a rischio di disgregazione del Sé, in modo più o meno consapevole, tanto dalla propria libido che non riesce a gestire come vorrebbe, quanto dalla propria aggressività, e queste due componenti sono costitutive di qualsiasi rapporto.
Chiunque abbia responsabilità di formazione dovrebbe essere consapevole che il modo di esprimere la propria istintualità, può essere maturato e “ingentilito” da una buona “educazione” non formale: “fatti non foste a vivere come bruti” ha scritto Dante. L’educatore che affronta il problema della sessualità solo in modo repressivo non favorisce tale maturazione. È infatti la difficoltà a contenere la propria aggressività e il terrore provocato da quella che può venirgli dall’esterno (soprattutto una aggressività sessuale, se il potenziale pedofilo ha subito abusi nell’infanzia), che lo potrebbe portare ad essere attirato da strutture ecclesiastiche, in quanto ritiene che i loro membri siano persone addestrate a contenere i propri impulsi, e quindi poco temibili.
Come mai non ci si è accorti della pedofilia di un candidato al sacerdozio?
La gente si chiede come sia possibile che chi si è dedicato alla formazione di un candidato al sacerdozio non si sia accorto della sua patologia. E come mai più tardi i suoi superiori non si siano resi conto della gravità e della pericolosità dei suoi comportamenti. Le risposte non sono facili. La prima causa sembra quella dell’ignoranza. Ignorare vuol dire non capire, e si può non capire tanto per ignoranza psicologica dei processi di sviluppo, quanto perché i propri problemi fanno velo alla comprensione. In ogni caso valutare la sanità psicologica di una persona è molto difficile: anche patologie molto gravi rimangono spesso nascoste in una parte scissa della personalità, (il cosiddetto “falso Sé”) e sfuggono persino a valutatori sperimentati. Consapevoli di ciò, alcuni ordini religiosi affiancano all’esame vocazionale dei candidati test, che sono ormai ritenuti dagli psicologi strumenti validi di conoscenza e di svelamento del non detto.
Qualcuno ha messo in relazione il celibato con la pedofilia; questo non è vero in modo diretto, però occorre fare alcune considerazioni in proposito.
Sulla valutazione dei candidati al sacerdozio pesa anche, in maniera più o meno consapevole, la preoccupazione dei vescovi per la crescente secolarizzazione della nostra società. Le candidature sacerdotali sono diminuite di numero e le esigenze pastorali influiscono certamente su una minore severità di giudizio dei candidati.
La diminuzione del numero delle vocazioni potrebbe anche avere a che fare con la sessualità e la repressione della sessualità e viceversa. L’abbandono della vita sacerdotale avviene spesso, non sempre, perché nel cammino dello sviluppo l’individuo scopre il valore della sessualità. Siccome, quindi , il desiderio di vivere la propria sessualità è una minaccia di abbandono della vita consacrata, la sessualità viene sentita dall’istituzione come temibile e quindi da reprimere, con i risultati negativi di cui s’è detto.
Con ciò non si vuol affermare che il celibato non possa essere vissuto in modo esemplare da persone mature in grado di sublimare le loro pulsioni sessuali. Freud, ingiustamente considerato da molti cattolici un pericoloso sessuomane, aveva teorizzato che una persona normale possa sublimare le pulsioni. Sublimare, secondo lui, significa “deviare la pulsione sessuale verso una nuova meta non sessuale tendente verso oggetti socialmente valorizzati”. Se la sublimazione riesce, il celibato non solo è vissuto bene, (in particolare in alcuni ordini monastici in cui c’è vita comunitaria di preghiera), ma è una condizione auspicabile, quando un sacerdote si impegna a dare vita a uomini e donne che vivono in ambienti di miseria disumana, impegno quasi impossibile da sostenere in coppia. Il privilegio di avere conosciute persone del genere mi ha aiutato a non abbandonare la fede.
Ma perché la sessualità arrivi al livello elevato della sublimazione occorre innanzi tutto che il soggetto abbia ricevuto inizialmente una buona strutturazione di base – altrimenti la sessualità può erompere in forme perverse in momenti inaspettati della vita – e deve anche, va ripetuto, non essere rigidamente repressa.
Abbiamo scritto sopra che la persona che ha avuto difficoltà di base è portato istintivamente verso ambienti ecclesiastici; dobbiamo aggiungere che anche se spesso trova in tali ambienti persone mature e generose, esse sono in grado di aiutarlo ma non di risolvere i suoi problemi più gravi. In altri casi può accadere invece che sia proprio la non maturità del superiore a non fargli riconoscere la gravità della patologia del candidato. In altri casi, inoltre, può accadere che la non maturità del formatore lo possa portare inconsciamente a sentire che il candidato, proprio perché è fragile, può essere facilmente sottomesso e dunque non porrà particolari problemi dal punto di vista disciplinare.
E’ capitato non infrequentemente che si ritenga , magari in buona fede, che la grazia di Dio possa guarire anche le situazioni più difficili. Qualche volta questa buona fede si accompagna a una buona dose di presunzione sulle proprie forze taumaturgiche, a ignoranza e a diffidenza verso le terapie psicoanalitiche. (Quanto questa ignoranza sia prevenuta lo prova il fatto che Freud, il quale ha messo in evidenza l’importanza della sessualità, è stato un marito fedele, anche se gli atteggiamenti transferali amorosi delle sue pazienti hanno certamente messo alla prova la sua serietà nella condotta terapeutica).
Le misure adottate in passato quando ci si è resi conto della pedofilia di un sacerdote sono state adeguate? E sono adeguate quelle che pare si stiano per prendere?
Nella nuova consapevolezza che l’istituzione ecclesiastica mostra nei confronti del dramma della pedofilia nella Chiesa e degli errori commessi da quei superiori che non hanno agito immediatamente nei confronti del sacerdote, considerando magari utile il semplice spostamento in un altro ambito, appare di evidente importanza la necessità di aggiornare le norme di prevenzione e di punizione in questa materia. Sembra ovvio che debba essere reso più cogente l’obbligo per i superiori, anche i più renitenti, a non considerare più tali eventi come “cosa loro”, in modo che il pedofilo sia sottoposto a un processo giudiziario amministrativo e penale anche in quegli stati in cui la denuncia non è obbligatoria: il pedofilo ha commesso atti che non riguardano lui solo, e un solo ambiente, ma che lo rende pericoloso per l’intera società. Non potrà mai svolgere una funzione sacerdotale.
E da augurarsi che in questo aggiornamento si consideri la questione anche dal punto di vista psicologico. Si ha l’impressione, dai giudizi espressi da ecclesiastici autorevoli, che il pedofilo sia considerato soprattutto da un punto di vista morale, come un grave peccatore che ha commesso atti “ignominiosi” dai quali può pentirsi e riscattarsi. Ma per fare un peccato non occorre avere la piena consapevolezza di quello che si sta facendo? Non è facile per uno psicoterapeuta che ha avuto a che fare con la pedofilia trasmettere ai non addetti ai lavori la gravità degli esiti di un abuso su un bambino. Ma è ancora più difficile fare capire, soprattutto ha chi ha responsabilità nei suoi riguardi e diffida magari della psicologia, che il pedofilo è un malato grave, con un Io talmente poco coeso, da arrivare talvolta a non essere consapevole di quello che fa o ha fatto. Solo un Io integro è in grado di esprimere veri atti di contrizione e di penitenza. Il pedofilo non può arrivare alla possibilità di chiedere perdono e soprattutto non è in grado di cambiare i suoi comportamenti dopo che ha fatto un atto di contrizione. Ogni madre sa bene che un bambino piccolo, quando è sgridato, spesso non ricorda cosa ha fatto, altre volte lo nega. Anche nei casi in cui arriva a chiedere scusa e dice “Non lo faccio più” ciò non significa che poco tempo dopo non rifaccia esattamente quello che ha fatto. Vista in questa ottica, perde molto valore la considerazione della maggiore o minore gravità degli atti compiuti che possono richiedere un richiamo, un ammonimento e solo in casi estremi la riduzione allo stato laicale. Inoltre come si può essere sicuri che un atto considerato “poco grave”, dato che appare soltanto come un preliminare sessuale non scatenerà in altre occasioni imprevedibili una violenza distruttiva?

Torna la festa della Primavera

Grande successo per la Festa della Primavera organizzata il 25 aprile ,dalla Proloco Vallata, in località S.Pasquale.
Buona cucina, aria pura e divertimento per la tipica festa organizzata tutti gli anni, occasione per il tesseramento 2010 e per consolidare amicizie e riscoprire le prelibatezze culinarie autoctone.
Elezione della miss Primavera, nella persona di Elisa Di Lullo, e di Mr. e Lady primavera.
Ospiti della kermesse presidiata dal presidente Menditto, i consiglieri Costarella, Catarcio e Iannitti.

mercoledì 28 aprile 2010


AMORE A LUCI (INFRA)ROSSE

AMORE A LUCI (INFRA)ROSSE
In Francia impazza un nuovo reality: ci si conosce letteralmente al buio.
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Nasce in Francia un nuovo reality show, " L'amour est aveugle " che, sul canale TF1 ha subito riscosso un grande successo.
La caratteristica principale di questo nuovo show è quella di usare il tutti i sensi...ma non la vista!
Così come in altri reality ci sono coppie pronte a formarsi e innamorarsi, tutto ciò avviene anche in questo show , solo che questi incontri avvengono in una stanza totalmente buia dove le coppie si "conoscono" attarverso massaggi e palpeggiamenti vari e di ogni genere.
Il format originale è partito dall'Olanda (prodotto da Endemol) ed il titolo originale è "Love Is Blind" ossia "L'amore è cieco"...buffo il gioco di parole, eh?
I concorrenti devono capire se c'è o meno del feeling tra di loro basandosi su tutti i sensi, soprattutto il tatto, tranne quello della vista, passando del tempo in questa stanza totalmente buia ma fornita di telecamere a raggi infrarossi, in modo da consentire ai telespettatori la visione "live" dell'incontro.
Ogni tipo di contatto è consentito, compresa l'esplorazione irruenta per cercare di capire i connotati dell'altro e perfino massaggi rilassanti ed intimi ai limiti del consentito...Il successo, visti i temi hot, è stato enorme.
Secondo voi qualcuno deciderà di portare questo reality-show in Italia? E voi lo vorreste?

CENSURATO SPOT LINGERIE OVERSIZE

CENSURATO SPOT LINGERIE OVERSIZE
Mistero sul perchè sia stato censurata questa pubblicità per donne formose
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E' stato censurato senza dare una vera e propria spiegazione lo spot della casa di lingerie, Lane Bryant, specializzato in taglie conformate.
La reclame ritrae una modella che sceglie quale indossare, dei vari completini intimi e sexy, che lasciano scoprire le sue forme giunoniche, per incontrare il suo uomo, ed infine uscire di casa con solo l'impermeabile, oltre alla lingerie in questione.
Questa pubblicità è stata misteriosamente censurata e non trasmessa dai canali Abc e Fox a cui invece era destinata.
In attesa di passare dalla televisione, il video è arrivato su Youtube lasciando spazio ai commenti di ogni genere.
Qui di seguito potete vedere il video "incriminato": Magre e longilinee...burrose e procaci...Ma che importa?
Noi le donne le amiamo tutte!!!

Guarda la pubblicità


GUIDA UBRIACO LA MACCHINA DI BARBIE

GUIDA UBRIACO LA MACCHINA DI BARBIE
Sequestrata la patente per 3 anni
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Paul Hutton, è un ex ingegnere inglese di 40 anni ed è finito sui giornali per essere stato trovato ubriaco al volante.
Per quanto sbagliato come gesto, fin qui niente ci sconvolge, no?
La cosa che più sorprende di questa vicenda è che Paul stava guidando una mini automobile di Barbie, di proprietà di sua figlia.
Quando la polizia lo ha fermato non avrebbe nemmeno potuto scappare altrove visto che la macchinina può raggiungere come limite massimo di velocità le quattro miglia orarie (pari più o meno a 6 km/h).
La pena inflittagli dalla polizia inglese è il sequestro della patente per ben 3 anni; e viste le dimensioni della macchina bianca e rosa della sua bambina, riesce difficile immaginarsi un uomo di 180 cm al suo interno, ma lui stesso ha ammesso che “Ci vogliono doti da contorsionista".
Hutton, con il suo primogenito, aveva da qualche mese deciso di rimettere a punto il mezzo aggiungendo ruote più larghe e cambiandole un po' i connotati..."l'unica " pecca è che l'età consentita per guidare questa baby car sia dai 3 ai 5 anni.
E' proprio vero che certe persone non crescono mai!!!!


EINSTEIN IL CAVALLO MIGNON

EINSTEIN IL CAVALLO MIGNON
E' entrato nel guinnes dei record appena nato.
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Si chiama Einstein ed è un è un baby stallone nato pochi giorni fa nel New Hampshire.
La sua caratteristica principale è quella di essere talmente piccolo da entrare nel Guinnes dei Record per le sue mini-misure: è alto appena 42 centimentri e pesa solo 2,7 Kg e così facendo batte il primato del precedente detentore, un cavallo nano di 4 Kg.
Ma il piccolo Einstein non è affetto da nanismo, è semplicemente..."bonsai" :-)
Guardate nella photogallery le immagini che ritraggono il cavallino e commentatele!
   

Diamo a Cesare quello che è di Cesare....


Shoppers biodegradibili? Piedimonte Matese è stata precursore e non Caiazzo...

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La Giunta guidata da Vincenzo Cappello, adottò i nuovi shoppers già nel mese di Settembre 2009. Fu rinviata l'immissione in circolazione per venire incontro ai commercianti locali.
E’ un’estate biologica quella in arrivo per tutti gli esercenti di attività commerciali di Piedimonte Matese. Si avvicina infatti la data per l’entrata in vigore dell’ordinanza sindacale che imporrà ai commercianti cittadini di distribuire shopper in materiale biodegradabile, in sostituzione di quelli composti in polietilene. Il provvedimento emanato dal sindaco Vincenzo Cappello, che darà tempo per adeguarsi fino al 30 giugno, risale al novembre dello scorso anno, quando il primo cittadino volle dare un segnale forte di attenzione da parte della sua amministrazione comunale verso il rispetto dell’ambiente, e vietò a partire dal 1 febbraio 2010, a tutti gli esercenti operanti nel territorio comunale, sia a posto fisso che itinerante, di fornire ai propri clienti buste non biodegradabili, in sinergia con le disposizione relative alla raccolta differenziata. L’entrata in vigore dell’ordinanza venne poi prorogata di qualche mese, accogliendo le richieste avanzate dai commercianti che avevano da smaltire precedenti riserve di shopper. Il capoluogo matesino è stato il primo comune a prendere questa iniziativa nel territorio, apripista nell’adozione di questa misura ecologica, dimostrando una sensibilità al tema dell’inquinamento. Convinto della sua utilità, il sindaco Cappello è fiducioso nell’iniziativa, sperando possa essere presa d’esempio da molti comuni per far qualcosa di concreto per la tutela ambientale.
E in città l’amministrazione comunale, in particolare l’assessorato all’ambiente retto da Giuseppe Riselli, continua a insistere con l’incessante attività di sensibilizzazione della cittadinanza verso le norme della differenziata, con l’affissione di avvisi pubblici, visto che una fetta della cittadinanza sembra non aver ancora recepito l’importanza di prestare attenzione e avere senso di responsabilità nel disfarsi dei rifiuti.
Michele Menditto

Per precisare

In riguardo alla notizia della rapina al commerciante è doveroso precisare che non vi è stata effettiva rapina, ma bensì furto con destrezza.
Ricordiamo per dovere di cronaca l'accaduto.Il noto commerciante locale O.V. come sua consuetudine si recava presso l'ufficio di Poste centrali, e dopo aver parcheggiato l'auto in piazza Carmine, si dirigeva verso il medesimo a piedi. Dal di dietro si sentiva all'improvviso strattonare con un colpo secco la mano in cui teneva la congrua somma da versare, ed in un attimo la coppia di malviventi si dileguava facendo perdere le proprie tracce prendendo ognuno strada diversa dall'altro.
Il malcapitato commerciante, preso alla sprovvista, non riusciva a vedere in viso nessuno dei due e tanto meno reagire essendo successo tutto troppo velocemente.
L'autorità di P.G. stanno vagliando tutte le piste per assicurare i colpevoli alla giustizia.

presa da facebook, troppo bella per non condividerla

DEDICA DI UN PADRE AL PROPRIO FIGLIO:
SE UN GIORNO MI VEDRAI VECCHIO: SE MI SPORCO QUANDO MANGIO E NON RIESCO A VESTIRMI…..ABBI PAZIENZA. RICORDA IL TEMPO CHE HO TRASCORSO AD INSEGNARTELO. SE QUANDO PARLO CON TE RIPETO SEMPRE LE STESSE COSE….. NON MI INTERROMPERE…… ASCOLTAMI. QUANDO ERI PICCOLO DOVEVO RACCONTARTI OGNI SERA LA STESSA STORIA FINCHE’ NON TI ADDORMENTAVI. QUANDO NON VOGLIO LAVARMI NON BIASIMARMI E NON FARMI VERGOGNARE… RICORDATI QUANDO DOVEVO CORRERTI DIETRO INVENTANDO DELLE SCUSE PERCHE’ NON VOLEVI FARE IL BAGNO. QUANDO VEDI LA MIA IGNORANZA DELLE NUOVE TECNOLOGIE , DAMMI IL TEMPO NECESSARIO E NON GUARDARMI CON QUEL SORRISETTO IRONICO HO AVUTO TUTTA LA PAZIENZA PER INSEGNARTI L’ABC QUANDO AD UN CERTO PUNTO NON RIESCO A RICORDARE O PERDO IL FILO DEL DISCORSO …. DAMMI IL TEMPO NECESSARIO PER RICORDARE E SE NON CI RIESCO NON TI INNERVOSIRE ….. LA COSA PIU’ IMPORTANTE NON E’ QUELLO CHE DICO MA IL MIO BISOGNO DI ESSERE CON TE ED AVERTI LI CHE MI ASCOLTI. QUANDO LE MIE GAMBE STANCHE NON MI CONSENTONO DI TENERE IL TUO PASSO NON TRATTARMI COME FOSSI UN PESO . VIENI VERSO DI ME CON LE TUE MANI FORTI NELLO STESSO MODO CON CUI IO L’HO FATTO CON TE QUANDO MUOVEVI I TUOI PRIMI PASSI QUANDO DICO CHE VORREI ESSERE MORTO… NON ARRABBIARTI UN GIORNO COMPRENDERAI. CHE COSA MI SPINGE A DIRLO. CERCA DI CAPIRE CHE ALLA MIA ETA’ NON SI VIVE SI SOPRAVVIVE. UN GIORNO SCOPRIRAI CHE NONOSTANTE I MIEI ERRORI HO SEMPRE VOLUTO IL MEGLIO PER TE E CHE HO TENTATO DI SPIANARTI LA STRADA. DAMMI UN PO’ DEL TUO TEMPO DAMMI UN PO’ DELLA TUA PAZIENZA DAMMI UNA SPALLA SU CUI POGGIARE LA TESTA ALLO STESSO MODO IN CUI IO L’HO FATTO PER TE. AIUTAMI A CAMMINARE AIUTAMI A FINIRE I MIEI GIORNI CON AMORE E PAZIENZA IN CAMBIO IO TI DARO’ UN SORRISO E L’IMMENSO AMORE CHE HO SEMPRE AVUTO PER TE. TI AMO FIGLIO MIO E PREGO PER TE ANCHE SE MI IGNORI. PAPA'

martedì 27 aprile 2010


Sessa Aurunca. Coccodrillo nel lago di Falciano del Massico. Allertata la Forestale

Pubblicato il  


Ordinanza del sindaco Fava che vieta l'accesso all'intera area. Allertato anche il Prefetto di Caserta Monaco
Nel lago di Falciano c'è qualcosa che turba pescatori e visitatori dell'area. Come riporta il Corriere di Caserta quello che sembrava potesse essere uno scherzo, invece si è tramutato in un segnale di allerta. In seguito ad una nota provenienti dall'Asl Ce - Servizio verinario Area C Sessa Aurunca, nelle acque del lago si nasconde un alligatore o un coccodrillo. Ieri, lunedì, il sindaco Giulio Cesare Fava ha ordinato precauzionalmente il divieto di pesca e di balneazione, l'accesso all'intera area del Parco naturale.
Nelle ultime ore si sono attivate le operazioni di verifica guidate dal corpo Forestale dello Stato per verificare la presenza effettiva di un animale. A far osservare la decisione saranno anche il Commissario di Pubblica Sicurezza di Sessa Aurunca, il comando della Polizia provinciale di Caserta, la polizia municipale, il servizio veterinario di Sessa Aurunca Area C. Il provvedimento è stato trasmesso anche al Prefetto di Caserta, Ezio Monaco. Si lavora affinchè nel più breve tempo possibile, possa essere nuovamente concesso l'ingresso ai turisti e ai visitatori che affollano il Parco e la zona circostante il lago di Falciano.

Anche da noi può succedere........


Pubblicato il  28/apr/2010


Un commerciante di Piedimonte Matese, che ha la sua attività in pieno centro, ieri sarebbe stato derubato dell'incasso di circa 6mila euro...
Un commerciante molto affermato in città, tanto che la sua disavventura è stata subito resa pubblica, sarebbe stato affiancato da due giovinastri e rapinato dell'incasso che stava andando a depositare alle poste centrali. L'uomo O.V. aveva da poco raccolto le somme della mezza giornata di scommesse, quando si stava recando come di consueto alla Posta centrale per depositare il congruo incasso di circa 6.000 euro, ma nel momento in cui si sarebbe incamminato in un vicoletto, sarebbe stato scaraventato a terra e rapinato del borsello contenente la somma sopra indicata. Sul caso è stata aperta un'indagine dalla polizia giudiziaria, stante almeno quanto afferma oggi in edicola la Nuova Gazzetta di Caserta

Grande passo avanti.............


  • 26 apr 2010

    Al via postacertificat@, il servizio che rivoluziona la comunicazione tra cittadini e P.A.

    Parte il servizio gratuito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione
    fornito da Poste Italiane, Telecom Italia e Postecom.
    Consentirà a tutti i cittadini italiani di dialogare via e-mail con le istituzioni centrali e locali assicurando valore legale alla corrispondenza.

    Parte oggi il servizio Posta Certificat@, la casella di posta elettronica sicura che garantisce valore legale alle comunicazioni via e-mail tra cittadini e Pubblica amministrazione. Il servizio innovativo, voluto dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione e realizzato da Poste Italiane, Telecom Italia e Postecom, renderà sempre più veloce e comodo il dialogo con le istituzioni e semplificherà le procedure, permettendo ai cittadini di inviare e ricevere on line messaggi di testo e allegati che hanno il medesimo valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno senza l'obbligo di recarsi personalmente agli sportelli della P.A. centrale o locale. Una svolta storica che ridurrà gradualmente il ricorso alla comunicazione cartacea e diminuirà i costi e i tempi di procedura.
    Da oggi per richiedere l'attivazione del servizio PostaCertificat@ sarà sufficiente collegarsi al portale www.postacertificata.gov.it e seguire la procedura guidata che consente di inserire la richiesta in maniera semplice e veloce. Trascorse 24 ore dalla registrazione online ci si potrà quindi recare (entro tre mesi) presso uno degli uffici postali abilitati per l'identificazione e la conseguente firma sul modulo di adesione. L'elenco degli uffici postali abilitati è disponibile su www.postacertificata.gov.it . Il richiedente dovrà portare con sé il documento originale di riconoscimento personale, utilizzato per la registrazione online, e un documento comprovante il codice fiscale (la tessera del codice fiscale o del servizio sanitario nazionale), lasciandone una copia all'ufficio postale. Al termine della verifica dei dati forniti dal cittadino e della sottoscrizione del modulo di adesione per l'attivazione del servizio, la casella PostaCertificat@ sarà pronta all'uso.
    Insieme al servizio di posta elettronica certificata, i cittadini possono accedere gratuitamente, a partire da oggi, anche a una serie di servizi correlati come il servizio di notifica, tramite e-mail tradizionale, della presenza di messaggi sulla casella PostaCertificat@; il fascicolo elettronico personale per la memorizzazione dei documenti; gli indirizzari delle caselle PostaCertificat@ della P.A.
    Nei prossimi mesi saranno inoltre disponibili altri servizi accessori, a pagamento, come la firma digitale tramite smart card; la notifica, via sms, telefono o posta cartacea, della presenza di messaggi nella casella di posta; il calendario degli eventi della P.A. e il servizio di fascicolo elettronico personale del cittadino con dimensioni personalizzate.
    Il Raggruppamento Temporaneo di Impresa costituito da Poste Italiane in qualità di mandataria, Telecom Italia e Postecom, si è aggiudicato la gara per il servizio di Comunicazione Elettronica Certificata tra Pubblica Amministrazione e cittadino - indetta dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione - per la durata di quattro anni. Il servizio è stato realizzato in linea con le normative vigenti e con gli standard tecnologici attualmente in uso per questa tipologia di servizio.

Wow poi dicono che il latte fa male

FORMAGGIO DA LATTE UMANO
"Più sana della mucca media e senza steroidi" dichiara Lori "mucca" Mason
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A New York Lori Mason, moglie di uno chef, ha trasformato il proprio latte in formaggio.
Il prodotto è stato provato dalla figlia Arabella e dal marito Daniel Angerer, quest'ultimo ne ha parlato sul proprio blog suscitando l'interesse di alcuni visitatori che sarebbero stati interessati a provarlo ma lo chef è stato diffidato dalle autorità sanitarie statunitensi a non far degustare il formaggio a nessun in quanto potrebbe causare problemi alla salute.
Voi l'avreste mai provato
?