Pubblicato il 25/apr/2010
A seguito della trasmissione del 21 aprile “Un paese truffato”, l’esponente ha deciso di interrompere il silenzio nel quale si era ritirato per rispetto alle persone coinvolte in questa vicenda, ma il servizio (processo) e di continui articoli sui giornali di Provincia (Gazzetta di Caserta 21-23 aprile articoli sottoscritti dai giornalisti Annarita Zulla e da Maria Grazia Blasi) continuano a rappresentare una situazione che non corrisponde al vero.
Confidando nella Vs assoluta correttezza, per dare la possibilità all’istante di non essere strumentalizzato e nell’interesse dei presunti truffati, si desidera rappresentare alcune considerazioni nella speranza che riteniate opportuno darne pari diffusione.
La vicenda è estremamente più complessa ed articolata, innanzi tutto non è possibile fare nomi o riferire fatti sui quali la magistratura sta procedendo, dovendo i processi essere celebrati nelle competenti sedi, ciò nonostante è, secondo me possibile riferire che
- Se desiderate aiutare i signori che lamentano perdite economiche, invitate gli stessi a verificare i propri conti (Versamenti e prelievi degli ultimi dieci anni) alla ricerca di prodotti mai acquistati o di polizze ed obbligazioni mai sottoscritte, “Polizze” automaticamente addebitate ai correntisti.
Esiste un Cellulare (e conseguentemente il relativo tabulato telefonico), sul quale insistono le istruzioni 2009 e le minacce impartite,via sms, da personale della Unicredit per costringere lo scrivente ad effettuare operazioni in danno ad alcuni suoi clienti.
La Unicredit non ha comunicato al giornalista che relativamente all’agenzia di BN (Benevento) sono stati effettuati accertamenti da parte di alcuni istituti di vigilanza bancari, ovviamente non conosciamo l’esito di tali accertamenti.
- In realtà alcuni soggetti, dipendenti di Unicredit hanno effettuato operazioni autonomamente sui conti correnti dei clienti del promoter e non, e del promoter stesso,circostanze sulle quali la Magistratura sta certamente effettuando i dovuti accertamenti.
- Inoltre le polizze e le obbligazioni “addebitate” in automatico ai correntisti , ignari, erano principalmente prodotti “strutturati” che inizialmente avrebbero dovuto consentire il recupero delle somme perse a seguito “dell’11 settembre” rifinanziando proprio l’istuto di credito, ma in realtà hanno determinato ulteriori ed incredibili perdite ai correntisti, traslando nel tempo gli effetti, che oggi si vogliono addossare al sottoscritto.
E’ questo il motivo per il quale alcuni correntisti (cfr trasmissione televisiva) sono, oggi, addirittura debitori della banca (anche se la signora ha riferito la metà dei fatti che la riguardano).
I correntisti, per lo più ignari, che non sanno cosa cercare per documentare tali perdite che trovano origine diverso tempo addietro; L’istante (si badi bene) ha delle responsabilità penali che ha immediatamente ammesso alle Procure Inquirenti, ma non quelle contestate nel Suo servizio.
Confidando nella Vs assoluta correttezza, per dare la possibilità all’istante di non essere strumentalizzato e nell’interesse dei presunti truffati, si desidera rappresentare alcune considerazioni nella speranza che riteniate opportuno darne pari diffusione.
La vicenda è estremamente più complessa ed articolata, innanzi tutto non è possibile fare nomi o riferire fatti sui quali la magistratura sta procedendo, dovendo i processi essere celebrati nelle competenti sedi, ciò nonostante è, secondo me possibile riferire che
- Se desiderate aiutare i signori che lamentano perdite economiche, invitate gli stessi a verificare i propri conti (Versamenti e prelievi degli ultimi dieci anni) alla ricerca di prodotti mai acquistati o di polizze ed obbligazioni mai sottoscritte, “Polizze” automaticamente addebitate ai correntisti.
Esiste un Cellulare (e conseguentemente il relativo tabulato telefonico), sul quale insistono le istruzioni 2009 e le minacce impartite,via sms, da personale della Unicredit per costringere lo scrivente ad effettuare operazioni in danno ad alcuni suoi clienti.
La Unicredit non ha comunicato al giornalista che relativamente all’agenzia di BN (Benevento) sono stati effettuati accertamenti da parte di alcuni istituti di vigilanza bancari, ovviamente non conosciamo l’esito di tali accertamenti.
- In realtà alcuni soggetti, dipendenti di Unicredit hanno effettuato operazioni autonomamente sui conti correnti dei clienti del promoter e non, e del promoter stesso,circostanze sulle quali la Magistratura sta certamente effettuando i dovuti accertamenti.
- Inoltre le polizze e le obbligazioni “addebitate” in automatico ai correntisti , ignari, erano principalmente prodotti “strutturati” che inizialmente avrebbero dovuto consentire il recupero delle somme perse a seguito “dell’11 settembre” rifinanziando proprio l’istuto di credito, ma in realtà hanno determinato ulteriori ed incredibili perdite ai correntisti, traslando nel tempo gli effetti, che oggi si vogliono addossare al sottoscritto.
E’ questo il motivo per il quale alcuni correntisti (cfr trasmissione televisiva) sono, oggi, addirittura debitori della banca (anche se la signora ha riferito la metà dei fatti che la riguardano).
I correntisti, per lo più ignari, che non sanno cosa cercare per documentare tali perdite che trovano origine diverso tempo addietro; L’istante (si badi bene) ha delle responsabilità penali che ha immediatamente ammesso alle Procure Inquirenti, ma non quelle contestate nel Suo servizio.
Lo scrivente lavorava esclusivamente per Fineco/Xelion Bank,collocava titoli solo per questo istituto di credito e per tale attività lucrava regolari provvigioni.
Effettivamente lo scrivente ha raccolto (non si è appropriato) circa dodici milioni di Euro (portafoglio) dai propri clienti circa dieci dei quali erano, fino al licenziamento dello scrivente, investiti presso Fineco Bank a nome dei clienti stessi, potrà riferire il dott. Creddo Roberto Capo area della Fineco.
Per le attività presso la Unicredit veniva riconosciuto allo scrivente, provvigioni esclusivamente sui mutui bancari accesi dai propri clienti e null’altro.
D’altra parte “Cui prodest” provate a chiedere alla UNICREDIT in oltre dieci anni di attività se è mai stato versato un centesimo per le attività parabancarie effettuate dallo scrivente (che non era loro dipendente) e chiedete loro quanto hanno guadagnato, in provvigioni e premi di produzioni, i Direttori i titolasti ecc. (loro dipendenti) con la gestione,allegra,di conti correnti,nel tempo,con diversi milioni di Euro.
Il sottoscritto non si è appropriato di un centesimo dei suoi clienti, ma anch’egli finito in un vertice, ha dovuto dare fondo a tutte le proprie risorse per cercare di evitare lo scandalo,ma l’avidità di altri soggetti lo ha distrutto e contestualmente ha distrutto,economicamente,molte altre famiglie.
Le responsabilità,che l’esponente si assume e si è assunto,non attengono alle appropriazioni contestate nel servizio e risponderà innanzi all’ A.G.
I conti correnti del sottoscritto, chiusi irregolarmente dall’istituto di credito,dopo operazioni mai autorizzate ed effetuate da terzi (P. Es. un prelievo di oltre 120.000 euro ) contenevano qualche centinaio di euro al momento dei protesti.
Per mero scrupolo si rappresenta che alcuni di coloro che assumono di essere truffati millantano versamenti mai effettuati o crediti inesistenti, lo scrivente risponderà, documentando ogni posizione,esclusivamente all’A.G. ed ha già proposto denunce per estorsione,truffa e usura nei confronti di alcuni presunti creditori alcuni dei quali già rinviati a giudizio.
Solo per esempio, il sig Antonio Sella che la Gazzetta di Caserta (21 aprile 2010) individua come “truffato” non è un cliente del sottoscritto, anzi lo scrivente non lo conosce neppure.
Molti altri sono in buona fede ed il Sottoscritto si auspica che collaborando con l’A.G. (come sta facendo sin dall’inizio di questa vicenda) si possa evitare che costoro perdano i sacrifici di una vita di lavoro. Alife 24/04/2010
Federico Sansone
Effettivamente lo scrivente ha raccolto (non si è appropriato) circa dodici milioni di Euro (portafoglio) dai propri clienti circa dieci dei quali erano, fino al licenziamento dello scrivente, investiti presso Fineco Bank a nome dei clienti stessi, potrà riferire il dott. Creddo Roberto Capo area della Fineco.
Per le attività presso la Unicredit veniva riconosciuto allo scrivente, provvigioni esclusivamente sui mutui bancari accesi dai propri clienti e null’altro.
D’altra parte “Cui prodest” provate a chiedere alla UNICREDIT in oltre dieci anni di attività se è mai stato versato un centesimo per le attività parabancarie effettuate dallo scrivente (che non era loro dipendente) e chiedete loro quanto hanno guadagnato, in provvigioni e premi di produzioni, i Direttori i titolasti ecc. (loro dipendenti) con la gestione,allegra,di conti correnti,nel tempo,con diversi milioni di Euro.
Il sottoscritto non si è appropriato di un centesimo dei suoi clienti, ma anch’egli finito in un vertice, ha dovuto dare fondo a tutte le proprie risorse per cercare di evitare lo scandalo,ma l’avidità di altri soggetti lo ha distrutto e contestualmente ha distrutto,economicamente,molte altre famiglie.
Le responsabilità,che l’esponente si assume e si è assunto,non attengono alle appropriazioni contestate nel servizio e risponderà innanzi all’ A.G.
I conti correnti del sottoscritto, chiusi irregolarmente dall’istituto di credito,dopo operazioni mai autorizzate ed effetuate da terzi (P. Es. un prelievo di oltre 120.000 euro ) contenevano qualche centinaio di euro al momento dei protesti.
Per mero scrupolo si rappresenta che alcuni di coloro che assumono di essere truffati millantano versamenti mai effettuati o crediti inesistenti, lo scrivente risponderà, documentando ogni posizione,esclusivamente all’A.G. ed ha già proposto denunce per estorsione,truffa e usura nei confronti di alcuni presunti creditori alcuni dei quali già rinviati a giudizio.
Solo per esempio, il sig Antonio Sella che la Gazzetta di Caserta (21 aprile 2010) individua come “truffato” non è un cliente del sottoscritto, anzi lo scrivente non lo conosce neppure.
Molti altri sono in buona fede ed il Sottoscritto si auspica che collaborando con l’A.G. (come sta facendo sin dall’inizio di questa vicenda) si possa evitare che costoro perdano i sacrifici di una vita di lavoro. Alife 24/04/2010
Federico Sansone
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