venerdì 15 gennaio 2010

Facciamo un pò di chimica di base........




L'idrogeno solforato (H2S) e l'anidride solforosa (SO2) sono sostanze tossiche. L'Idrogeno Solforato è classificato come veleno, i suoi effetti sono simili a quelli del cianuro. A basso dosaggio è causa di disturbi neurologici, respiratori, motori, cardiaci ed è collegato ad una maggiore ricorrenza di aborti spontaneinelle donne. Inoltre, è causa di cancro al colon retto.

Agli abitanti della Basilicata non serve leggere l'Atto 1-00084 del Senato della Repubblica per capire che l'acido solfidrico fa male. Lo sanno per eseperienza diretta.Muoiono di tumore: loro e i loro animali, sacrificati sugli altari consacrati all'oro nero. Quarantasette pozzi di estrazione petrolifera che producono l'80% del greggio italiano. E producono anche forti esalazioni di idrocarburi policiclici aromatici e idrogeno solforato, derivanti dal processo di idro-desulfurizzazione del petrolio -ma H2S si ottiene anche dall'estrazione di Gas Naturale.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) consiglia di tenere le emissioni sotto le 0,005 ppm (parti per milione). Il Governo Federale degli Stati Uniti è più cauto, e raccomanda di tenersi al di sotto di 0,001 ppm. Io sono più cauto ancora: raccomando di non esalare un accidenti di niente.
In Italia c'è una soglia spensierata di 5 ppm, ma questo non vale per ENI, AGIP e il resto dell'allegra compagnia del tumore. A loro il DM del 12 luglio 1990 permette di esalare per 30 parti per milione, ovvero circa seimila volte quanto fissato dall'OMS.

Questo una volta era il bel paese. Oggi è uno stivale incatramato. In americal'attività estrattiva del petrolio è vietata sull'85% del territorio, e chi vuole bucherellare in mare deve tenersi a non meno di 160Km dalla costa. In Norvegiabisogna stare almeno a 50Km al largo. In Basilicata, il 70 per cento del territorio è coperto da permessi estrattivi. In Abruzzo siamo ormai al 50%. L'Abruzzo rischia di diventare un groviera, con ricadute di piogge acide in un'area di 60Km da ogni centro di raffinamento.

Una ricerca dell'Università della California ha studiato gli effetti dell'esposizione abasse quantità di idrogeno solforato sulla vegetazione. Hanno provato prima con3 ppm. TUTTE le specie analizzate, comprese ovviamente quelle commestibili (spinaci, pomodori, mele, fagioli, legumi, albicocche, piselli, pesche, fagioli, cetrolio, more, broccoli, radicchio, salvia, tabacco, carote, mais, zucche, grano, fragole, peperoni, rose, girasole, melanzane...) soffrivano di danni alle foglie, defoliazione, crescita ridotta e morte. Per chi non avesse dimestichezza con la matematica: noi consentiamo ai petrolieri di esalare veleni dieci volte tanto le concentrazioni alle quali la vegetazione muore.

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