Confermati i sedici ergastoli!!! All'ormai ex boss della camorra non resta altro che pentirsi, oppure farà la fine di don Rafè (Cutolo) rinchiuso in un carcere anonimo...
Carcere a vita. Fine pena mai. Saranno informati ufficialmente entro domani i boss del clan dei Casalesi della sentenza emessa nei loro confronti dai giudici della I sezione penale della Corte di Cassazione. Non è una novità, una sorpresa, quella che viene appena dopo i telegiornali della sera, dall'aula al secondo piano del palazzo di giustizia. Sono confermate le condanne all'ergastolo di Francesco Schiavone detto 'Sandokan', il suo omonimo cugino detto 'Cicciariello', di Francesco Bidognetti 'Cicciotto 'e mezzanotte', Raffaele Diana, Giuseppe Caterino, Walter Schiavone, Cipriano D'Alessandro, Enrico Martinelli, Alfredo Zara, Giuseppe Diana, Sebastiano Panaro, Luigi Venosa, Vincenzo Zagaria. Nel chiuso delle celle, potranno imprecare quanto vorranno e poi iniziare veramente a capire cosa fare. Il processo Spartacus è arrivato alla fine. Ma al capolinea solo l'ufficio dell'accusa può gioire. E' un premio per chi ha fatto le indagini, piazzato le microspie, ascoltate migliaia d'ore di intercettazioni, convinto i pentiti a diventare tali. Assunto il ruolo difficile di dare un volto allo Stato, come dicono i sociologi, in una situazione di guerra, che ha prodotto assassini e continua a mietere vittime e fare guadagni. Perché tre imputati, Mario Caterino, Antonio Iovine e Michele Zagaria, anche loro condannati al massimo della pena sono ancora latitanti, e capaci di dettare legge, secondo gli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Nel verdetto definito stasera sono state confermate anche le condanne per Antonio Basco, che aveva avuto 21 anni di pena, Luigi Diana, che ne dovrà scontare 16 e Nicola Pezzella, 15. Carmine Schiavone, Guido Mercurio, Corrado De Luca, (anche lui ancora latitante), Alberto Di Tella, Vincenzo Della Corte, hanno avuto pene inferiori. Così come ha scritto il mitico capo dell'Fbi, Edgar J. Hoover, quando la giustizia fa storia sono in pochi a sentire. Nell'aula della Cassazione non più di 10 persone ad ascoltare la decisione. Non ci sono avvocati delle parti. I magistrati, poco pima delle 20, avevano fatto arrivare nella camera di consiglio un carrello con alcuni fascicoli. Ma la sentenza è arrivata dopo non oltre 5 ore di riunione. "Difficile trovare una leva per cambiare le cose", aveva ammesso stamane uno dei difensori più titolati, con capelli d'argento e una cattedra di procedura penale. La storia dice che è dal 1986, anno della sentenza Bardellino, che mancava una condanna definitiva alla rete criminale più potente del casertano. I molti omicidi perpetrati dalla banda hanno permesso di imperare, dettare legge. L'intesa con la mafia siciliana ha guidato la gente di Casal di Principe fuori dall'era di Raffaele Cutolo. Lo scrittore Roberto Saviano, che tanto ha raccontato nel romanzo Gomorra, su facebook scrive, che se fosse arrivata dalla Cassazione una condanna definitiva Sandokan non avrebbe avuto altra strada che collaborare con la giustizia. "Ha cinquant'anni e non gli rimarrebbero che due alternative. Pentirsi o morire in galera. Il figlio Nicola si vede poco in paese, è sempre fuori". Per il clan, secondo gli investigatori, i capi bastone sono Michele Zagaria e Antonio Iovine. Vanno e avanti indietro dall'Emilia Romagna, a Roma, alla Romania, alla Francia del sud. Hanno le mani nel business dei rifiuti, del cemento, della grande distribuzione degli ortaggi e della frutta. E tanto altro.
Roberto Saviano: "La camorra non è imbattibile..."
''Le condanne definitive al clan dei casalesi dimostrano che la camorra non e' imbattibile. Spero che questo sia solo l'inizio e non la fine di una battaglia necessaria''. Commenta così lo scrittore Roberto Saviano la decisione della Cassazione. ''Bisogna ricordare che i reati per i quali la Corte ha confermato le condanne emesse dai giudici del merito risalgono al 1996, quindi si e' fatta giustizia per il passato - sottolinea Saviano - ma per il presente e per il futuro la strada e' ancora lunga. Tuttavia, e' anche su questa pronuncia definitiva che dovra' costruirsi l'azione di contrasto alle mafie, che solo attraverso il diritto potranno essere sconfitte''. Per lo scrittore ''Ora, pero', il pensiero deve andare a tutti i morti ammazzati innocenti e agli africani che si ribellano ai poteri criminali in una terra dove in troppi abbassano la testa. A loro deve essere dedicata questa vittoria dello Stato. Una vittoria importante, un nuovo inizio sperando che su questi argomenti i media tengano sempre accesi i riflettori.''
Prospero Cecere, uno dei più validi giornalisti di cronaca nera della nostra provincia: "Spartacus chiuso il capitolo con la sentenza della corte di cassazione, si pensa a chi prenderà il posto di Carmine Schiavone."
Si perché quest’ultimo, che oggi è completamente libero, ha raccontato circa vent’anni di storia di traffici illeciti, omicidi , associazione e tant’altro, ma dal 1999 al 2009 c’è un buco di dieci anni , dove la nuova camorra, quella imprenditoriale, quella che è entrata nella stanza dei bottoni attraverso associazioni per la legalità che si nasconde dietro fatturazioni false non è stata ancora smascherata. Si perché questa nuova camorra ha fatto peggio di quella che negli anni ottanta e novanta comandava nei partiti. Già perchè stavolta ha messo i suoi uomini chiave nei posti di comando politico vedi le inchieste di Global Service , provincia di Caserta, usufruendo anche dei tutori dell’ordine, vedi le inchieste che hanno coinvolto gli agenti della Dia di Napoli che indagavano per fame su qualche personaggio. I 16 ergastoli commiati ai capi del clan dei casalesi per gli omicidi commessi negli anni ottanta , novanta chiudono un ciclo , ma ne hanno aperto un altro dove ci sono corridoi bui senza luce , perché un altro pentito come Carmine Schiavone non uscirà per adesso , perché tutti quelli che stanno collaborando sono piccoli pesci e possono sapere soltanto qualche episodio legato a traffico di stupefacenti, che per carità è sempre buono, ma a livello imprenditoriale, si pensa perché si fanno supposizioni , non c’è un valido personaggio che può svelare quale è l’intreccio che c’è all’interno delle pubbliche amministrazioni. Lì, c’è la roccaforte dei nuovo clan che da dieci anni a questa parte che ha messo le sue basi facendo saltare equilibri politici tra destra e sinistra ed ha le sue radici il compenso sottobanco che si aggira fra cifre iperboliche. E’ lì che i magistrati devono cercare, dove gli accordi si fanno attraverso piaceri individuali .
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