Appello agli uomini e alle donne della protezione civile
Vi conosco da trent'anni. Da quando arrivaste nella notte tra il 23 e il 24 novembre del 1980 per il terremoto che devastò uomini e cose della Campania e della Basilicata. Vi ho ritrovati in Umbria, nel fango di Sarno, a l'Aquila. Vi conosco e vi ammiro. I vostri Comuni, le vostre Regioni si sono organizzate per le emergenze. Le vostre colonne attraversano l'Italia per soccorrere chi ha bisogno d'aiuto. Mai e poi mai abbiamo criticato chi spala nel fango o chi scava nelle macerie. Semmai la nostra critica è stata a quella protezione civile che non fa prevenzione e che non mette in sicurezza questo nostro disastrato Paese. E continueremo a criticare, non voi che intervenite a disastri avvenuti, ma coloro che non hanno impedito che questi disastri avvenissero. La protezione civile è cambiata, si è militarizzata e, gestendo grandi eventi che nulla hanno a che fare con le emergenze, si sta trasformando in una società di servizi mentre doveva e deve restare il centro del coordinamento dei soccorsi e della prevenzione. Ma proprio perchè ognuno di noi si riconosce in voi, devo dirvi che mi dispiace vedervi con le vostre belle e pulite divise mentre il vostro capo Guido Bertolaso partecipa ai programmi televisivi proclamando la sua innocenza. Perchè coinvolgervi nella difesa di una persona indagata? Nessuno vuole emettere una sentenza ma ognuno di noi deve rispettare il lavoro dei magistrati. Anche voi avrete letto le carte di questa inchiesta partita da Firenze. Sapete bene che nessuno accusa la protezione civile ma quei vertici, quella "cricca" che ha gestito i grandi eventi come il G8 della Maddalena. Voi che con i vostri aerei spegnete gli incendi non avete nulla a che fare con i
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